La Scrivania Obliqua

Note e osservazioni semiserie dal mondo d'oggi


Lascia un commento

La settimana di SanScemo e dintorni

Si è finalmente conclusa la settimana di Sanremo, o meglio SanScemo, e mai come ora si è potuto constatare (ovviamente solo per chi non fa parte della massa dei Trinaricuti italioti) a quale infimo livello sia arrivato questo paese.

Teatrini di ogni sorta; uno più squallido e grottesco dell’altro, quasi a far la gara a chi potesse fare peggio o dimostrarsi il più pirla di tutti.

“Lei motiv” era il Festival, destinato a tener banco per la massa di chi ancora ne trae piacere o ha il coraggio di guardarlo; coraggio o incoscienza? La seconda! Io non ne ho visto nemmeno un minuto ma, ahimè, ho dovuto lo stesso sciropparmene le cronache sui giornali. Una vetrina di pessimo gusto nella quale si esibiscono personaggi a dir poco ributtanti, tipo Achille Lauro e compagnia briscola; per quale scopo chissà…forse per indurre ad infoltire le schiere dei socialmente inutili?

Passerella o “scongelatore” vista la quantità di soggetti appena decongelati da una sorta di freezer nel quale ritornano a Festival concluso; anche qui non se ne coglie l’utilità trovandoci, peraltro, di fronte all’assenza di qualsivoglia forma di talento.

Come se non bastasse la situazione tragica della pandemia da virus cinese che ci ha rovinato l’esistenza e ha mietuto ormai centomila vittime ecco che, quasi a voler rubare i riflettori al Festival di SanScemo e ai suoi orrori, ci ha pensato il “cosiddetto” Segretario del Partito Defunto con le sue plateali dimissioni. Azz…che colpo di teatro per un Nomadetti (tanto Zingaretti e Nomadetti sono sinonimi) che sta al carisma e alla leadership come io sto al capello lungo e fluente.

Un Leader Minimo capace di appiattire e azzerare qualsiasi strategia del suo partito genuflettendosi al Gran Ciarlatano ConteCasalino della Supercazzola; riuscendo anche a fare peggio, tipo elevare Barbarella D’Urso a nume tutelare della cultura e dell’educazione del popolo bue. Complimentoni!!! Ecco però che al levarsi, dall’interno del suo partito stesso, di qualche fischio e commento (vorrei ben vedere…) tipo “a scimunito..!” il Leader Minimo si adombra e decide allora di rubare i riflettori addirittura a SanScemo dando, teatralmente, le sue dimissioni…non irrevocabili.
Scontato il copione: fare in modo che dal partito si levino gli inviti al ripensarci, si intonino osanna mai prima cantati, si organizzino sacrifici e auspici per il suo ritorno… Teatro banale, scontato, stucchevole.

Finita qui? Eh no! Questo paese è pieno di coglionazzi di dimensioni titaniche. Spunta allora il patetico Grillo pronto a candidarsi come “Segretario Elevato” del Partito Defunto… Non bastasse tutto il marasma creatosi nella sua setta di perdigiorno e scappati di casa. Unica cosa che dovrebbe fare sarebbe quella di “elevarsi” dalle palle definitivamente, ovvero SPARIRE !!!

Finito? Non ancora! Cos’altro poteva capire in questo Festival della Coglioneria? Ma certo...le Sardine! Il gruppetto di Trinariciuti da troppo mancava dalla scena e hanno fatto la loro ricomparsa presentandosi davanti alla sede del Partito Defunto (del quale peraltro manco fanno parte…) con tanto di sacco a pelo per un’occupazione simbolica. Il tutto alla faccia delle regole e dei divieti circa assembramenti, trasferimenti fra Regioni ecc… Ma tanto si sa; ai Trinariciuti tutto è concesso! Hanno dalla loro anche la magistratura…per cui.

Che sia finita qui? Lo spero! Una cosa è certa; dovremmo contrattare a livello europeo con quel canchero di Dombrovskis, nel momento in cui ci chiederà di rientrare dallo sfacelo di debito aggiuntivo lasciatoci dal ConteCasalino della Supercazzola (il vate della taumaturgia…), un parametro di ricalcolo del rapporto Deficit/PIL; ovvero moltiplicare il PIL per il “Fattore Coglionaggine” che in questo paese, e questa settimana ne abbiamo avuto dimostrazione, è a valore elevatissimi.

AUGURI !!!


5 commenti

Trinariciuti 2021

Poco più di un anno fa avevo già scritto un post sul tema dei “trinariciuti” di oggi; si era in ballo con le elezioni regionali e la piazze brulicavano di “sardine” e varie altre specie sinistre che se la facevano sotto temendo di perdere l’incontrastato dominio di regioni rosse.

https://lascrivaniaobliqua.wordpress.com/2019/12/07/trinariciuti-doggi/

Non ci era giunto ancora alcun allarme dalla Cina (grazie ancora al grande “partner strategico dell’Italia”….sic dixit Giggino…) circa la pandemia con cui avrebbe ammorbato, ad hoc, il pianeta; l’aggregazione di piazza era non solo consentita ma pure bramata da queste varianti di pesce azzurro, anzi rosso!

Poi è arrivata la pandemia e…fine della vita normale. Siamo entrati in questa tragica spirale; abbiamo cominciato a sbattere, a cadenza mensile, contro i DPCM… Ne è venuto fuori di tutto…ma nonostante gli assoluti disastri creati si è consolidata, sempre di più, una pletora, ahimè molto ampia e inclusiva anche di soggetti totalmente imprevisti, che ha radicato il credo classico del guareschiano trinariciuto:”obbedienza cieca, pronta e assoluta!

In questo caso non nei confronti delle direttive del Partito (comunista) ma del cosiddetto premier e delle sue iniziative. Il ciarlatano in pochette racconta, incensandosi, le sue grandi idee per Supercazzole assolute e i Trinariciuti plaudono, incrementandone il consenso. Il ConteCasalino smentisce se stesso nel giro di poche settimane e i novelli Trinariciuti plaudono nuovamente dimostrando una memoria allineata con quella del pesce rosso… (nota: si dice che la memoria di un pesce rosso non superi i 7 secondi). Io mi ricordo bene il risultato dei suoi Stati Generali di Villa Pamphili…il NIENTE assoluto! Per i trinariciuti no…Villa Pamphili? Stati Generali? Va tutto bene; è tutto sotto controllo!

Si accumulano disastri impensabili uno dopo l’altro ma nulla scalfisce la loro fede assoluta…il consenso aumenta e Tarocco Casalino gode all’idea di quante nuove conferenze a reti unificate potrà ancora organizzare. Nel contempo l’organo di stampa del regime, ovvero Il Fatto Quotidiano di Travaglio, dispensa insulti e minacce a chiunque cerchi di contestare il ciarlatano in pochette. Il gran ciarlatano identificato e descritto come uno statista illuminato, quasi visionario: si fanno di roba forte ti Trinariciuti del Fatto!

Gli fa eco l’altra grande strombazzatrice delle virtù del ConteCasalino della Supercazzola: LilliBotox Gruber!
E i Trinariciuti attenti non solo ad ascoltarla (chiunque abbia un minimo di cervello ne coglierebbe la cieca faziosità…) ma addirittura a crederle…e anche qui ce ne vuole!
Ma…”obbedienza cieca, pronta e assoluta!”.

Ultimo passaggio: Renzi si sfila da questo governo di cialtroni per manifesta insufficienza nella stesura del Recovery Plan… redatto alla “va là che vai bene”…
Pur di salvare culi e poltrone il Gran Ciarlatano ConteCasalino, supportato dal suo agitprop Travaglio, inizia la caccia ai voti di supporto di Responsabili/Costruttori/Volenterosi… ovvero voltagabbana mercenari pronti a tutto. Il Trinariciuto che fa? Si indigna? Grida allo scandalo? NO! Plaude alla necessaria e doverosa ricerca di qualsiasi infame puntello a questo governo perché “il paese vuole bene a Conte”… Obbedienza cieca, pronta ed assoluta!

trinariciuti 3

Tamponi, Tracciamento, Trasporti, tre T tutte quante andate a puttane ma…”obbedienza cieca, pronta e assoluta!

Arrivano i banchi a rotelle…nulla! Autostrade…a posto; cacciati i Benetton… salvo che non ci sia la soluzione ancora oggi! Quando poi si cerca di lanciare flash che aprano gli occhi davanti a tanta cialtroneria la risposta automatica del novello Trinariciuto è sempre la stessa, ovviamente imbeccata ad arte dai loro programmatori: ” figuriamoci se ci fossero stati Salvini e la Meloni!“. 😀 😀 😀

Ora si parte, o almeno si dovrebbe, con il piano dei tanto attesi e agognati vaccini: piano che il Gran Ciarlatano Conte ha affidato al suo compare Arcuri; una assoluta garanzia in termini di certezza di disastro!

Ma l’obbedienza cieca, pronta e assoluta vale anche in questo caso al punto di scordare anche le basi più elementari dell’aritmetica.

Arcuri, piuttosto che l’infausto Speranza, proclamano obiettivi di decine di milioni di italiani vaccinati nel giro di tot mesi… Peccato che, ammettendo addirittura una capacità (oggi puramente teorica…) di somministrazione al 100% dei vaccini disponibili, se uno fa un semplice calcolo basato sulle dosi in arrivo previsto per settimana il numero di italiani vaccinabile si dimezza e ci si accorge che dopo un anno si potrebbe arrivare al massimo a vaccinare non oltre il 40% della popolazione; ad andar bene!

La matematica non è un’opinione…ma forse per i nuovi Trinariciuti vede aree di adattabilità: forse esiste un “fattore Conte“, una sorta di pi greca, che permette di moltiplicare i risultati. Oppure siamo di fronte a numeri percepiti; ovvero si posso vaccinare in anno non oltre 20 milioni di soggetti ma i fans delle Supercazzole ne percepisco oltre 60… Da qui il famoso Pi Greco ConteCasalino !

A loro va bene così: magari si sveglieranno, come quelli di certi film ipnotizzati o programmati per agire, il giorno in cui Valeri Drombrovskis si sveglierà dal letargo, impostogli oggi, per ordinare, seduta stante, che l’Italia sistemi le centinaia di ulteriori miliardi di debito fatto dal governo della Supercazzola.
E allora saranno cazzi molto ma molto amari…

Obbedienza cieca, pronta e assoluta…. ma provate a prendere oggi una calcolatrice e magari…
Anzi…forti della vostra “obbedienza”…vedete di andarvene tutti quanti a… 😉


Lascia un commento

Una grande lezione di Sport

Segnatevi questa data: 2 Novembre 2019.

Oggi, lo Sport, quello con la S maiuscola, ci ha dato una grande, grandissima lezione di coraggio, determinazione, volontà, e, sopratutto, civiltà.

In Giappone, battendo nella Finale, i leoni inglesi per 32 a 12, gli Springboks, la nazionale di rugby sudafricana, si è laureata Campione del Mondo di Rugby.

Superfluo spendere parole verso il rubgy, sport, a differenza del calcio, dove gli atleti assumono ancora dimensione eroica per fatica, impegno, abnegazione e coraggio.

Uno Sport dove la nazionale rappresenta, nel profondo, un paese; è così per gli All Blacks neozelandesi ma lo è, in particolar modo, per gli Springboks, formazione diventata veramente il simbolo di unione per un paese che ancora lotta col suo difficile passato.

Chi ha visto e ha amato il film “Invictus” sa di cosa parlo; quella nazionale di rugby, interamente costituita da giocatori bianchi, salvo uno,  che, nel 1995, vincendo, per la prima volta, il campionato del mondo, in un paese ancora sanguinante per l’apartheid, dove l’integrazione nera era ancora agli inizi, dove le spaccature sociali erano voragini, riuscì a dare un grandissimo contributo pacificatore.

Oggi, vincendo per la terza volta quel titolo, quella squadra, metà bianca, metà nera, ha visto il suo capitano Siya Kolisi alzare la coppa: per la prima volta un capitano di colore alla guida di quegli Springboks dai colori verde e oro, una volta simbolo della dominante classe bianca.

Vedere la cerimonia di premiazione, ascoltare le interviste ai giocatori è stata una grandissima emozione. Tutti, proprio tutti, bianchi o neri che fossero, a ribadire quel concetto, lanciato ventiquattro anni orsono:”One Team, One Nation“!

Tutti a dire:”abbiamo vinto per il nostro Paese!

Viva gli Springboks, ONORE agli Springboks !!!


1 Commento

Al Salone di Ginevra…50 anni fa

Era il 12 Marzo 1969; sono passati 50 anni, ma il mito resta ancora vivo!
La Porsche presentò al Salone di Ginevra, quella che per il motorismo può essere definita l’arma definitiva per il successo: la Porsche 917.1969 12 Marzo

Un’autentico prodigio di meccanica che provo a spiegare anche per i non avvezzi alla passione motoristica.

Cominciamo dal telaio: immaginate una macchina capace di velocità di punta di 370 km/h sorretta da un telaio tubolare leggerissimo; solo 42 kg! 917-frame

Leggerissimo ma sicuro, perché pensato in modo tale da poterne controllare la propria integrità semplicemente soffiandoci dentro aria compressa. Nessuna perdita equivaleva a struttura integra, nella sua incredibile leggerezza.

Il motore: una belva a 12 cilindri (prima 4500 cc e poi cresciuta a 5000 cc) ma boxer, ovvero contrapposti come da tradizione Porsche. Ma soprattutto raffreddato ad aria, potendo quindi fare a meno di tutto il necessario (radiatori, pompe, tubazioni) per il tipico raffreddamento ad acqua. A raffreddare il teutonico motorone ci pensava un’immensa ventola posta all’interno delle bancate dei cilindri: la potete identificare nella foto. Una sventola di ventola!1969 motore

E poi una carrozzeria pure leggerissima, tutta in fibra di vetro, per contribuire ad una efficienza aerodinamica che ci volle, invero, non poco a sistemare.

La macchina era talmente leggera e potente che risultava indomabile e, letteralmente, terrorizzava i piloti. In piena velocità il muso tendeva ad alzarsi e…tenerla in strada non era cosa da poco.

Ma, prove dopo prove, anche l’aerodinamica venne sistemata anche se in modo quasi rocambolesco se non romantico.

Era ormai il mese di Settembre 1969 e il team Porsche era a Zeltweg per dei collaudi. Il pilota (mi pare fosse Brian Redman) continuava ad entrare ed uscire dai box lamentando una tenuta di strada prossima al suicidio.

A un certo punto un ingegnere della Porsche, coadiuvato dal fantastico meccanico Ermanno Cuoghi, fece ritagliare un pezzo di lamiera e lo fece inchiodare, con una rivettatrice, sulla coda della macchina per creare uno spoiler molto grezzo.

Il pilota uscì e girò, girò, girò, sempre più forte, inanellando tempi sempre migliori. Alla fine rientrò ai box e disse:”adesso è davvero una macchina da corsa!“.

E non ce ne fu per nessuno, dominando le gare del 1970 e quelle del 1971. Si dovette cambiare il regolamento per tarparle le ali.

Ma il mito resta! Buon Compleanno Porsche 917 !!!1969 Aprile


1 Commento

Grazie Ragazze !!! …(con un po’ di “sliding doors”…)

Yokohama Arena; siamo al tie-break fra Italia e Serbia nella finale del Mondiale Volleyball femminile. 13-12 per la Serbia e al servizio l’Italia con Egonu; battuta potentissima; la ricezione serba si alza troppo lunga verso la parte italiana del campo. Miriam Sylla, appostata a rete, schiaccia una bomba in faccia alle serbe. 13 pari!!! e resta il servizio a Paola Egonu che tira una cannonata; servizio vincente! 13-14 per l’Italia e primo Match Point. Egonu ancora al servizio; ma stavolta, forse per un po’ di paura, il colpo non è della solita potenza. Le serbe rispondono bene; la palleggiatrice alza una palla perfetta per la Boskovic, che da posto 2, schiaccia un bolide, lei mancina, in diagonale a sinistra…ma…
Ma Anna Danesi pronta a muro distende verso il cielo braccia e mani oltre la rete e stampa una murata da paura direttamente addosso alla stessa Boskovic.

13-15, l’Italia vince ed è Campione del mondo!!!Volley 3

Purtroppo non è finita così, ma le fantastiche ragazze di Davide Mazzanti avrebbero strameritato finisse in questo modo. Ci hanno fatto sognare e ci hanno regalato momenti bellissimi. A loro non possiamo fare altro che dire GRAZIE, confermando che la loro medaglia d’argento è in realtà un oro assoluto per le emozioni che ci hanno fatto vivere.Volley 2

GRAZIE !!!

  • Grazie Ragazze per la vostra capacità di non mollare mai e il vostro incredibile affiatamento;
  • Grazie per i sorrisi con i quali scendevate in campo e festeggiavate ogni punto;
  • Grazie alle ragazze della panchina che non hanno mai smesso un attimo di incitarvi e sostenervi, dimostrandosi peraltro bravissime ogni volta che veniva coinvolte per qualche cambio;
  • Grazie, appunto per quanto detto prima, di aver dimostrato di essere una SQUADRA a tutto tondo;
  • Grazie per come ci avete emozionato cantando l’inno, tutte mano nella mano, intonate e motivate. Ci avete fatto sentire orgogliosi della bandiera, del paese, al contrario di quanto ci fanno provare i nostri politicanti da strapazzo;
  • Grazie per la vostra gioventù consapevole di impegno, dedizione, sacrificio; siete, più che mai, un esempio a chi, soprattutto oggi, reclama diritti di qualsiasi tipo in nome di un folle pensiero giacobino.

Voi siete delle autentiche stelle !!!Volley 1

Grazie


3 commenti

Pensierino natalizio

Grinchmeno male che alla fine arriva, anche se con una pesantezza indicibile, questo 25 Dicembre, giorno di Natale.

Ma soprattutto la cosa veramente buona è che, come tutti gli altri giorni, in ventiquattrore si toglie dai… dalle scatole  😉

Il regalo più bello quando arrivano le cosiddette Feste? Un sistema di teletrasporto e…oplà ritrovarsi al 7 Gennaio ! smile please

 


Lascia un commento

Un candidato Sindaco…vulcanico

Torre Sindaco 2Vulcanico, non c’è ombra di dubbio, anche perché la costruzione di un vulcano è parte dominante del suo programma elettorale; ma il signor Stefano Torre, oggi candidato sindaco a Piacenza (in passato ci provò con il suo paese, piacentino, Bettola), vulcanico non lo è proprio. Oserei definirlo un povero deficiente, mentecatto, furbo però a sufficienza per cogliere il degradato spirito dei tempi e utilizzare quindi media e socials come strumenti per farsi pubblicità.

Torre Sindaco 5Succede quindi che della sua candidatura si parli in televisione (è stato ospite di una tribuna elettorale del TG3 regionale…) piuttosto che in tante altre interviste. Sempre col cilindro in testa e una fascia tricolore a pois…Vi suggerisco quindi, se volete toccare con mano lo spessore del soggetto e del suo programma, di andare su Youtube e cercare “Torre sindaco di Piacenza” e…scoprirete il suo vaso di Pandora.

In tempi normali, in un paese normale e civile, il signor Stefano TorreTorre Sindaco 1 dalla parlantina molto legata causa una probabile dipendenza alcoolica degna di un Superciuk, troverebbe posto in qualche manicomio con probabile lobotomia da applicarsi per staccargli la spina.

Ma siamo nel mondo della farloccheria, del tanto basta solo presenziare e farsi notare: il mondo del vuoto pneumatico e dell’effimero. In questa palude di stupidità ecco che l’avere un signor Stefano Torre biascicare il suo alto programma elettorale diventa elemento di attenzione… Ahimè, ahinoi !!!

I capisaldi del suo programma, in pillole? Beh…partiamo da una chiara adesione al Trumpismo senza limitismo: d’altronde il candidato millanta una sua grande amicizia sia con The Donald che con lo Zar Putin…

Torre Sindaco 3Ne deriva che il suo programma è incentrato sul “Prima Piacenza“… uber alles !
Poi c’è il tema del vulcano che vorrebbe far costruire perforando il terreno fino a far fuoriuscire magma e creare questa colossale montagna sulla quale, parole sue, i piacentini potranno praticare il Trekking, sciare e non ultimo incenerire i rifiuti.

La sicurezza della città sarà garantita grazie al dispiegamento di truppe dell’Armata Rossa, inviate dal suo amico Zar: inoltre il Nure verrà reso navigabile e verrà creato il più grande porto fluviale europeo, esteso da Piacenza fino a Bettola…

Torre Sindaco 4Per garantire il massimo divertimento ai suoi concittadini il Viagra sarà distribuito gratis a tutti gli over55… ma, allo stesso tempo, si prenderanno drastiche misure contro vicini di territorio. Ad esempio si dichiarerà guerra alla mia amata Cremona e, minacciando addirittura di schierarvi contro dei missili balistici, sempre forniti dall’amicone russo, si prega pure l’Altissimo di maledire la mostarda

Non finisce qui: non voglio svelarvi altre chicche di questo funambolico programma…lasciandovi la sorpresa nello scoprirle tra i vari video disponibili.

Posso solo riprendere uno dei suoi slogan dove sostiene di essere il candidato ideale in quanto capace di “mandare a cagare tutti”…

Stefano Torre, candidato sindaco di Piacenza:”ma va a cagare !!! anzi… và a càghèr !!!occhiolino

P.S.: per la cronaca, dopo il risultato elettorale, il pazzo ha preso poco più di 1800 voti (1800…??? ma come si fa ?) e non è nemmeno arrivato ultimo… Comunque niente Vulcano e stiano pure tranquilli i cremonesi.
Dio benedica la mostarda !!!


1 Commento

Facebook…quando sbatti contro la realtà.

Forse sarà successo anche a voi quanto sto per raccontarvi…

facebook-3Il mondo di Facebook, come tutte le realtà dei “social”, è un’entità particolare, edulcorata dalla quotidianità e inflazionata dalla superficialità.

Però può capitare che ti sbatta, all’improvviso, in faccia una realtà a te sconosciuta e, di solito, non piacevole.

Chi più, chi meno, si hanno tanti “amici” su Facebook;facebook-user in realtà, lo sappiamo (o lo dovremmo sapere…), gli amici veri sono altri e molto pochi. Bastano le dita di una mano a contarli e spesso ne avanzano…

Nel contesto FB abbiamo però l’opportunità di agganciare tante persone con le quali i contatti si erano persi nel tempo (ex compagni di scuola, ex colleghi, conoscenti vari…) piuttosto che entrare in contatto con tanti coi quali condividere una comune passione (ad esempio, nel mio caso, il Motorismo).

Ci si incontra nuovamente, piuttosto che fare una nuova conoscenza; ci si scambia qualche messaggio, si condivide qualcosa, poi, magari, per tanto tempo, non si ha più alcun tipo di contatto.

Quotidianamente Facebook, solerte gestore di queste informazioni, ti informa sui compleanni dei vari “amici”: capita quello di un mio collega della HP di tanti, tanti anni fa.

Da parecchio non avevo più avuto modo di avere contatti con lui: gli ultimi erano proprio legati a suoi commenti circa qualche mia pagina su questo Blog. Pur abitando nella stessa città non avevamo più avuto occasione di vederci: solo qualche volta, di sfuggita. Poi, qualche anno fa, proprio Facebook aveva catalizzato un modo nuovo per tornare in contatto.

facebook-user-2Mi viene allora l’idea di cogliere l’occasione per fargli gli auguri ma, vista la lunga mancanza di interazioni, decido di andare sulla sua pagina per lasciargli il mio messaggio augurale.

Quando la realtà della vita ti sbatte, pesantemente, in faccia!

Trovo una serie di messaggi inequivocabili: mi si gela il sangue e cerco di ricostruire scoprendo che era mancato oltre un anno fa.

La vita, quella vera, ti sorprende nel bene e, soprattutto, nel male: perché purtroppo la morte ne è corredo finale, epilogo triste e inevitabile che si deve solo subire.

Sono rimasto di sale, preso da una grande tristezza: aveva la mia età o, forse, un paio di anni meno. La stessa cosa mi era già capitata per un “amico” giornalista tre anni fa.

Pensi allora a quanto siamo fragili, tutti quanti: improvvisamente, ciò che trovavi noioso nel tuo quotidiano lo rivaluti importante; perché tu hai ancora il bene di vivere.

Ricordi dei momenti, rammenti quegli anni, e poi resta tanta, tanta tristezza e malinconia.

Carpe diem…! faccia_triste


4 commenti

Avevo un cuore ferrarista

cuore-ferrari-0La passione per i motori l’ho ereditata da mio padre, anzi fu lui ad iniettarmela quando, ancora piccolissimo, mi comprò una macchinina a pedali che riproduceva una Ferrari.

cuore-ferrari-4

Arturo Merzario, il mio idolo

Il Cavallino Rampante divenne presto una passione, una sorte di fede cresciuta negli anni, quando poi da adolescente divoravo letteralmente Autosprint (il settimanale culto del motorismo) sapendo quasi tutto di Prototipi, Formula Uno, Due, Tre…anche le formule minori. E la Ferrari sempre in cima: magari senza amarne i piloti, esempio Lauda, mai piaciuto, ma tenendo fede al pulsante credo ferrarista.cuore-ferrari-1

Poi, purtroppo, ebbi l’occasione di conoscere Jean Todt e letteralmente buttai il mio cuore ferrarista nel cesso. Vado a raccontare il come e il perché.

Erano i  primissimi anni del nuovo millennio: ero uno dei top manager di SAP, azienda leader mondiale nel software. Tra le varie attività marketing dell’azienda c’era (c’è tuttora) una presenza in Formula Uno come sponsor della Mc Laren: quel contratto era in scadenza e, forte di indicazioni circa effettive possibilità, con uno specifico mandato provai a sondare una possibile sponsorizzazione della Ferrari Formula 1.

La cosa mosse i primi passi e maturò in modo consistente: c’erano le basi per un accordo e venne il momento di organizzare un incontro formale col vertice sportivo di Ferrari.

cuore-ferrari-3A capo di tutta l’organizzazione Ferrari Formula Uno c’era, appunto, Jean Todt e con lui venne organizzato l’incontro.

Io mi presentavo forte della volontà aziendale:si parlava allora di una “robina” di almeno 10 milioni di dollari per anno, per una durata di tre anni. Il tutto per avere un paio di adesivi 20 x 25 centimetri sulle fiancate, oltre a un altro, piccolo, sulle tute e sui caschi dei piloti.

Non solo: dalla mia avevo anche il cuore ferrarista e da appassionato ero elettrizzato nel seguire e realizzare questo progetto. Arrivai quindi a quell’appuntamento con addosso un sincero, incontenibile entusiasmo.

Ma già al primo contatto con il mio interlocutore ricevetti una doccia gelida: dalla mia avevo una proposta importante ma dall’altra parte trovai solo diffidenza condita di una spocchia gigantesca, a dispetto delle ridotte dimensioni del soggetto (uno sgraziato, nanetto grassottello). Più che un incontro sembrava un interrogatorio:”ma perché siete interessati a sponsorizzarci?”, “da quando?”, “come mai?”, “ma se eravate con la Mc Laren?”… Mancava solo un faretto sparato sulla mia faccia: l’interrogatorio era continuo e incalzante. Tutto sempre condito con una spocchia tale per cui lo gnomo calava tutto dall’alto, come fosse lui il Divino Fondatore, un Messia.

Esaurite tutte le domande, fornite tutte le risposte, ottenni un laconico e becero:”…si può fare”, sbattuto lì, sul tavolo, come misero contentino da elargire a dei pezzenti.

A quel punto, monsieur Todt, mi invitò, laddove fosse stato di mio interesse, a una visita della Racing Factory. Il poter visitare la fabbrica dove venivano progettate e costruite le Ferrari da corsa era quanto di più entusiasmante potessi mai chiedere. Lui non lo poteva capire ma per me era come portare un bambino nel magico mondo dei balocchi.

Seguii la visita incantato: ovunque guardassi tutto era per me spettacolare, incredibile.

cuore-ferrari-2A un certo punto arrivammo davanti alle sale prova motori: in una di queste il motore di una Formula Uno stava funzionando a più non posso. Domandai al mio spocchioso accompagnatore cosa stessero testando con quel motore. Lui quasi scocciato da tanta curiosità rispose, nel suo italiano francesizzato:”quel motore sta simulando la gara di Silverstone.”. Incuriosito chiesi dettagli: lui, ancor più seccato:”utilizzando la telemetria della gara stiamo replicando esattamente quanto fatto nella corsa”.

Restai un attimo a pensare e replicai:”ma, mister Todt, con tutta questa mole di dati che oggi riuscite a raccogliere, teoricamente, un domani, voi potreste far fare al miglior pilota il giro più veloce su una pista, memorizzare tutte le informazioni e replicarle poi sulla macchina addirittura sostituendo il pilota con un robot…”
Lui mi guardò di traverso borbottando:”volendo si potrebbe…”.

A questo punto di getto, spinto dal mio cuore ferrarista, sbottai:”ma così non sarebbe più sport!”.

Jean Todt si fece scuro in volto. Mi squadrò dal basso al basso (dall’alto ne era naturalmente impossibilitato) e sentenziò:”ma chi ha mai parlato di sport. Tutto questo non è sport! Questo è business, solo e soltanto business !!!“.

Restai senza parole. Mi congedai e appena imboccata l’autostrada verso Milano mi fermai subito all’area di servizio di Modena Nord per buttare nel cesso il mio cuore ferrarista.

Grazie monsieur Todt per avere distrutto con una frase anni di intensa passione e sincera fede ferrarista. jean_todtMa va bene così! Mi avete risparmiato la noia assoluta della Formula Uno attuale voluta dalla Federazione Internazionale dell’Automobile di cui siete l’augusto Presidente: non è uno sport, è solo business !!!

 

ah…se qualcuno fosse rimasto curioso sul come sia poi andata a finire la sponsorizzazione…ebbene, non se ne fece nulla. La mia valutazione, oggettiva, sull’incontro fu tiepida e quindi non spinsi più molto in tale direzione. Dall’altra parte la Mc Laren fece un tantino di molto poco signorile schiamazzo (eufemismo…). Risultato, si continuò a essere sponsor di Mc Laren anche se, da qualche parte, io conservo ancora il “rendering” della Ferrari con i loghi SAP sulle fiancate…e non era male.

Ma tanto è solo business…  occhiolino


Lascia un commento

Odio l’HP

hp-1Si, lo confesso: detesto, anzi odio dal più profondo del cuore la HP !!!

E’ brutto arrivare a provare un risentimento tanto forte nei confronti di quella che, tanti anni fa, è stata pure la mia azienda, per quasi cinque anni. hp-2Anni veramente molto belli e stimolanti ma allora HP stava per Hewlett-Packard, ed era tutta un’altra cosa.
C’erano ancora in vita i due grandi fondatori (Bill Hewlett e David Packard) hp-5ed esisteva uno spirito aziendale unico al mondo: il famoso “HP way“. Era l’azienda della comunicazione diretta a tutti i livelli, dei coffee-break ovunque nel mondo alle 10 del mattino, dello stile semplice e mai formale. Una gran bella realtà.

hp-3Oggi HP sta solo per HP… e, sopratutto, vende stampanti: una di queste l’ho acquistata anch’io. Il compianto Bill Hewlett, grandissimo ingegnere, inorridirebbe nel vedere cosa può provocare su un povero pc l’installazione di una di queste stampanti.

La stampante è, e tale dovrebbe restare, uno strumento di servizio: punto!

Invece no! La HP nel momento stesso nel quale devi scaricare il software necessario per farla funzionare ti intasa, nel vero senso della parola, il computer di tutta una serie di orpelli e mega-minchiate al solo scopo di garantirsi una presenza assillante ed invasiva sul tuo personal computer.

Ecco quindi che quello che dovrebbe essere solo un driver software di connessione si trasforma in un pacchetto di funzioni dalle dimensioni ciclopiche e dalle funzionalità barocche e ridondanti. hp-4Non bastasse tutto questo (si chiama addirittura HP Solution Center…minchia !), ti ritrovi installati, a tua insaputa, un’altra serie di prodotti quali HP Personal Assistant destinato a supervisionare il corretto funzionamento del tuo pc. Una sorta di scassa marroni che ogni tre per due si attiva per comunicarti qualcosa di cui non ti frega una beata cippa.

hp-6Ma chi te l’ha mai chiesto? Ma chi lo vuole? Ti attivi allora per disinstallarlo e ti ritrovi di fronte a una serie di messaggi per i quali sembri sul punto di creare un cataclisma galattico o una guerra termonucleare globale. Non solo: vengono ventilate possibili ritorsioni… Insomma, una comunicazione in perfetto stile mafioso.

Ho acquistato solo una stampante! Ciò che mi serve è solo e soltanto stampare: punto!

Ma tutto ciò non basta ad HP: vuole cercare di farti capire quanto i suoi prodotti siano il meglio che ci sia per la gestione del tuo pc…che, peraltro, HP non è. Forse, secondo loro, sarebbe meglio lo fosse. Sbagliato! perché con tali costrizioni un pc HP non lo vorrei nemmeno se me lo regalassero.

Quindi posso, supportato da fatti incontestabili, affermare il mio odio nei confronti della HP!!!

Odio la HP !

autoreferenz

P.S.: forse, forse, mi viene quasi da sorridere nel pensare ai danni arrecati ad HP da un certo qual “farmacista” di mia lunga conoscenza…