La Scrivania Obliqua

Note e osservazioni semiserie dal mondo d'oggi


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Pensierino natalizio

Grinchmeno male che alla fine arriva, anche se con una pesantezza indicibile, questo 25 Dicembre, giorno di Natale.

Ma soprattutto la cosa veramente buona è che, come tutti gli altri giorni, in ventiquattrore si toglie dai… dalle scatole  😉

Il regalo più bello quando arrivano le cosiddette Feste? Un sistema di teletrasporto e…oplà ritrovarsi al 7 Gennaio ! smile please

 

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Un candidato Sindaco…vulcanico

Torre Sindaco 2Vulcanico, non c’è ombra di dubbio, anche perché la costruzione di un vulcano è parte dominante del suo programma elettorale; ma il signor Stefano Torre, oggi candidato sindaco a Piacenza (in passato ci provò con il suo paese, piacentino, Bettola), vulcanico non lo è proprio. Oserei definirlo un povero deficiente, mentecatto, furbo però a sufficienza per cogliere il degradato spirito dei tempi e utilizzare quindi media e socials come strumenti per farsi pubblicità.

Torre Sindaco 5Succede quindi che della sua candidatura si parli in televisione (è stato ospite di una tribuna elettorale del TG3 regionale…) piuttosto che in tante altre interviste. Sempre col cilindro in testa e una fascia tricolore a pois…Vi suggerisco quindi, se volete toccare con mano lo spessore del soggetto e del suo programma, di andare su Youtube e cercare “Torre sindaco di Piacenza” e…scoprirete il suo vaso di Pandora.

In tempi normali, in un paese normale e civile, il signor Stefano TorreTorre Sindaco 1 dalla parlantina molto legata causa una probabile dipendenza alcoolica degna di un Superciuk, troverebbe posto in qualche manicomio con probabile lobotomia da applicarsi per staccargli la spina.

Ma siamo nel mondo della farloccheria, del tanto basta solo presenziare e farsi notare: il mondo del vuoto pneumatico e dell’effimero. In questa palude di stupidità ecco che l’avere un signor Stefano Torre biascicare il suo alto programma elettorale diventa elemento di attenzione… Ahimè, ahinoi !!!

I capisaldi del suo programma, in pillole? Beh…partiamo da una chiara adesione al Trumpismo senza limitismo: d’altronde il candidato millanta una sua grande amicizia sia con The Donald che con lo Zar Putin…

Torre Sindaco 3Ne deriva che il suo programma è incentrato sul “Prima Piacenza“… uber alles !
Poi c’è il tema del vulcano che vorrebbe far costruire perforando il terreno fino a far fuoriuscire magma e creare questa colossale montagna sulla quale, parole sue, i piacentini potranno praticare il Trekking, sciare e non ultimo incenerire i rifiuti.

La sicurezza della città sarà garantita grazie al dispiegamento di truppe dell’Armata Rossa, inviate dal suo amico Zar: inoltre il Nure verrà reso navigabile e verrà creato il più grande porto fluviale europeo, esteso da Piacenza fino a Bettola…

Torre Sindaco 4Per garantire il massimo divertimento ai suoi concittadini il Viagra sarà distribuito gratis a tutti gli over55… ma, allo stesso tempo, si prenderanno drastiche misure contro vicini di territorio. Ad esempio si dichiarerà guerra alla mia amata Cremona e, minacciando addirittura di schierarvi contro dei missili balistici, sempre forniti dall’amicone russo, si prega pure l’Altissimo di maledire la mostarda

Non finisce qui: non voglio svelarvi altre chicche di questo funambolico programma…lasciandovi la sorpresa nello scoprirle tra i vari video disponibili.

Posso solo riprendere uno dei suoi slogan dove sostiene di essere il candidato ideale in quanto capace di “mandare a cagare tutti”…

Stefano Torre, candidato sindaco di Piacenza:”ma va a cagare !!! anzi… và a càghèr !!!occhiolino

P.S.: per la cronaca, dopo il risultato elettorale, il pazzo ha preso poco più di 1800 voti (1800…??? ma come si fa ?) e non è nemmeno arrivato ultimo… Comunque niente Vulcano e stiano pure tranquilli i cremonesi.
Dio benedica la mostarda !!!


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Facebook…quando sbatti contro la realtà.

Forse sarà successo anche a voi quanto sto per raccontarvi…

facebook-3Il mondo di Facebook, come tutte le realtà dei “social”, è un’entità particolare, edulcorata dalla quotidianità e inflazionata dalla superficialità.

Però può capitare che ti sbatta, all’improvviso, in faccia una realtà a te sconosciuta e, di solito, non piacevole.

Chi più, chi meno, si hanno tanti “amici” su Facebook;facebook-user in realtà, lo sappiamo (o lo dovremmo sapere…), gli amici veri sono altri e molto pochi. Bastano le dita di una mano a contarli e spesso ne avanzano…

Nel contesto FB abbiamo però l’opportunità di agganciare tante persone con le quali i contatti si erano persi nel tempo (ex compagni di scuola, ex colleghi, conoscenti vari…) piuttosto che entrare in contatto con tanti coi quali condividere una comune passione (ad esempio, nel mio caso, il Motorismo).

Ci si incontra nuovamente, piuttosto che fare una nuova conoscenza; ci si scambia qualche messaggio, si condivide qualcosa, poi, magari, per tanto tempo, non si ha più alcun tipo di contatto.

Quotidianamente Facebook, solerte gestore di queste informazioni, ti informa sui compleanni dei vari “amici”: capita quello di un mio collega della HP di tanti, tanti anni fa.

Da parecchio non avevo più avuto modo di avere contatti con lui: gli ultimi erano proprio legati a suoi commenti circa qualche mia pagina su questo Blog. Pur abitando nella stessa città non avevamo più avuto occasione di vederci: solo qualche volta, di sfuggita. Poi, qualche anno fa, proprio Facebook aveva catalizzato un modo nuovo per tornare in contatto.

facebook-user-2Mi viene allora l’idea di cogliere l’occasione per fargli gli auguri ma, vista la lunga mancanza di interazioni, decido di andare sulla sua pagina per lasciargli il mio messaggio augurale.

Quando la realtà della vita ti sbatte, pesantemente, in faccia!

Trovo una serie di messaggi inequivocabili: mi si gela il sangue e cerco di ricostruire scoprendo che era mancato oltre un anno fa.

La vita, quella vera, ti sorprende nel bene e, soprattutto, nel male: perché purtroppo la morte ne è corredo finale, epilogo triste e inevitabile che si deve solo subire.

Sono rimasto di sale, preso da una grande tristezza: aveva la mia età o, forse, un paio di anni meno. La stessa cosa mi era già capitata per un “amico” giornalista tre anni fa.

Pensi allora a quanto siamo fragili, tutti quanti: improvvisamente, ciò che trovavi noioso nel tuo quotidiano lo rivaluti importante; perché tu hai ancora il bene di vivere.

Ricordi dei momenti, rammenti quegli anni, e poi resta tanta, tanta tristezza e malinconia.

Carpe diem…! faccia_triste


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Avevo un cuore ferrarista

cuore-ferrari-0La passione per i motori l’ho ereditata da mio padre, anzi fu lui ad iniettarmela quando, ancora piccolissimo, mi comprò una macchinina a pedali che riproduceva una Ferrari.

cuore-ferrari-4

Arturo Merzario, il mio idolo

Il Cavallino Rampante divenne presto una passione, una sorte di fede cresciuta negli anni, quando poi da adolescente divoravo letteralmente Autosprint (il settimanale culto del motorismo) sapendo quasi tutto di Prototipi, Formula Uno, Due, Tre…anche le formule minori. E la Ferrari sempre in cima: magari senza amarne i piloti, esempio Lauda, mai piaciuto, ma tenendo fede al pulsante credo ferrarista.cuore-ferrari-1

Poi, purtroppo, ebbi l’occasione di conoscere Jean Todt e letteralmente buttai il mio cuore ferrarista nel cesso. Vado a raccontare il come e il perché.

Erano i  primissimi anni del nuovo millennio: ero uno dei top manager di SAP, azienda leader mondiale nel software. Tra le varie attività marketing dell’azienda c’era (c’è tuttora) una presenza in Formula Uno come sponsor della Mc Laren: quel contratto era in scadenza e, forte di indicazioni circa effettive possibilità, con uno specifico mandato provai a sondare una possibile sponsorizzazione della Ferrari Formula 1.

La cosa mosse i primi passi e maturò in modo consistente: c’erano le basi per un accordo e venne il momento di organizzare un incontro formale col vertice sportivo di Ferrari.

cuore-ferrari-3A capo di tutta l’organizzazione Ferrari Formula Uno c’era, appunto, Jean Todt e con lui venne organizzato l’incontro.

Io mi presentavo forte della volontà aziendale:si parlava allora di una “robina” di almeno 10 milioni di dollari per anno, per una durata di tre anni. Il tutto per avere un paio di adesivi 20 x 25 centimetri sulle fiancate, oltre a un altro, piccolo, sulle tute e sui caschi dei piloti.

Non solo: dalla mia avevo anche il cuore ferrarista e da appassionato ero elettrizzato nel seguire e realizzare questo progetto. Arrivai quindi a quell’appuntamento con addosso un sincero, incontenibile entusiasmo.

Ma già al primo contatto con il mio interlocutore ricevetti una doccia gelida: dalla mia avevo una proposta importante ma dall’altra parte trovai solo diffidenza condita di una spocchia gigantesca, a dispetto delle ridotte dimensioni del soggetto (uno sgraziato, nanetto grassottello). Più che un incontro sembrava un interrogatorio:”ma perché siete interessati a sponsorizzarci?”, “da quando?”, “come mai?”, “ma se eravate con la Mc Laren?”… Mancava solo un faretto sparato sulla mia faccia: l’interrogatorio era continuo e incalzante. Tutto sempre condito con una spocchia tale per cui lo gnomo calava tutto dall’alto, come fosse lui il Divino Fondatore, un Messia.

Esaurite tutte le domande, fornite tutte le risposte, ottenni un laconico e becero:”…si può fare”, sbattuto lì, sul tavolo, come misero contentino da elargire a dei pezzenti.

A quel punto, monsieur Todt, mi invitò, laddove fosse stato di mio interesse, a una visita della Racing Factory. Il poter visitare la fabbrica dove venivano progettate e costruite le Ferrari da corsa era quanto di più entusiasmante potessi mai chiedere. Lui non lo poteva capire ma per me era come portare un bambino nel magico mondo dei balocchi.

Seguii la visita incantato: ovunque guardassi tutto era per me spettacolare, incredibile.

cuore-ferrari-2A un certo punto arrivammo davanti alle sale prova motori: in una di queste il motore di una Formula Uno stava funzionando a più non posso. Domandai al mio spocchioso accompagnatore cosa stessero testando con quel motore. Lui quasi scocciato da tanta curiosità rispose, nel suo italiano francesizzato:”quel motore sta simulando la gara di Silverstone.”. Incuriosito chiesi dettagli: lui, ancor più seccato:”utilizzando la telemetria della gara stiamo replicando esattamente quanto fatto nella corsa”.

Restai un attimo a pensare e replicai:”ma, mister Todt, con tutta questa mole di dati che oggi riuscite a raccogliere, teoricamente, un domani, voi potreste far fare al miglior pilota il giro più veloce su una pista, memorizzare tutte le informazioni e replicarle poi sulla macchina addirittura sostituendo il pilota con un robot…”
Lui mi guardò di traverso borbottando:”volendo si potrebbe…”.

A questo punto di getto, spinto dal mio cuore ferrarista, sbottai:”ma così non sarebbe più sport!”.

Jean Todt si fece scuro in volto. Mi squadrò dal basso al basso (dall’alto ne era naturalmente impossibilitato) e sentenziò:”ma chi ha mai parlato di sport. Tutto questo non è sport! Questo è business, solo e soltanto business !!!“.

Restai senza parole. Mi congedai e appena imboccata l’autostrada verso Milano mi fermai subito all’area di servizio di Modena Nord per buttare nel cesso il mio cuore ferrarista.

Grazie monsieur Todt per avere distrutto con una frase anni di intensa passione e sincera fede ferrarista. jean_todtMa va bene così! Mi avete risparmiato la noia assoluta della Formula Uno attuale voluta dalla Federazione Internazionale dell’Automobile di cui siete l’augusto Presidente: non è uno sport, è solo business !!!

 

ah…se qualcuno fosse rimasto curioso sul come sia poi andata a finire la sponsorizzazione…ebbene, non se ne fece nulla. La mia valutazione, oggettiva, sull’incontro fu tiepida e quindi non spinsi più molto in tale direzione. Dall’altra parte la Mc Laren fece un tantino di molto poco signorile schiamazzo (eufemismo…). Risultato, si continuò a essere sponsor di Mc Laren anche se, da qualche parte, io conservo ancora il “rendering” della Ferrari con i loghi SAP sulle fiancate…e non era male.

Ma tanto è solo business…  occhiolino


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Odio l’HP

hp-1Si, lo confesso: detesto, anzi odio dal più profondo del cuore la HP !!!

E’ brutto arrivare a provare un risentimento tanto forte nei confronti di quella che, tanti anni fa, è stata pure la mia azienda, per quasi cinque anni. hp-2Anni veramente molto belli e stimolanti ma allora HP stava per Hewlett-Packard, ed era tutta un’altra cosa.
C’erano ancora in vita i due grandi fondatori (Bill Hewlett e David Packard) hp-5ed esisteva uno spirito aziendale unico al mondo: il famoso “HP way“. Era l’azienda della comunicazione diretta a tutti i livelli, dei coffee-break ovunque nel mondo alle 10 del mattino, dello stile semplice e mai formale. Una gran bella realtà.

hp-3Oggi HP sta solo per HP… e, sopratutto, vende stampanti: una di queste l’ho acquistata anch’io. Il compianto Bill Hewlett, grandissimo ingegnere, inorridirebbe nel vedere cosa può provocare su un povero pc l’installazione di una di queste stampanti.

La stampante è, e tale dovrebbe restare, uno strumento di servizio: punto!

Invece no! La HP nel momento stesso nel quale devi scaricare il software necessario per farla funzionare ti intasa, nel vero senso della parola, il computer di tutta una serie di orpelli e mega-minchiate al solo scopo di garantirsi una presenza assillante ed invasiva sul tuo personal computer.

Ecco quindi che quello che dovrebbe essere solo un driver software di connessione si trasforma in un pacchetto di funzioni dalle dimensioni ciclopiche e dalle funzionalità barocche e ridondanti. hp-4Non bastasse tutto questo (si chiama addirittura HP Solution Center…minchia !), ti ritrovi installati, a tua insaputa, un’altra serie di prodotti quali HP Personal Assistant destinato a supervisionare il corretto funzionamento del tuo pc. Una sorta di scassa marroni che ogni tre per due si attiva per comunicarti qualcosa di cui non ti frega una beata cippa.

hp-6Ma chi te l’ha mai chiesto? Ma chi lo vuole? Ti attivi allora per disinstallarlo e ti ritrovi di fronte a una serie di messaggi per i quali sembri sul punto di creare un cataclisma galattico o una guerra termonucleare globale. Non solo: vengono ventilate possibili ritorsioni… Insomma, una comunicazione in perfetto stile mafioso.

Ho acquistato solo una stampante! Ciò che mi serve è solo e soltanto stampare: punto!

Ma tutto ciò non basta ad HP: vuole cercare di farti capire quanto i suoi prodotti siano il meglio che ci sia per la gestione del tuo pc…che, peraltro, HP non è. Forse, secondo loro, sarebbe meglio lo fosse. Sbagliato! perché con tali costrizioni un pc HP non lo vorrei nemmeno se me lo regalassero.

Quindi posso, supportato da fatti incontestabili, affermare il mio odio nei confronti della HP!!!

Odio la HP !

autoreferenz

P.S.: forse, forse, mi viene quasi da sorridere nel pensare ai danni arrecati ad HP da un certo qual “farmacista” di mia lunga conoscenza…  


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Linkedin: ma quante ne sò…

Linkedin 2A chi sia abituato a utilizzare Linkedin sarà capitato di imbattersi nella funzione di Endorsement, ovvero l’assegnazione di una determinata competenza verso una persona con la quale si sia in contatto.

Per come funziona la cosa mi pare che quanto accade sia più casuale che ragionato;Linkedin 4 ovvero ogni tanto appaiono foto di persone conosciute con associata una possibile competenza. Basta schiacciare, anche senza pensarci, il tasto Endorse et voilà…quella competenza gli viene attribuita da parte vostra.

Efficace? No! Direi una cosa pasticciata ma che può anche essere letta in positivo.

Per esempio, quando visualizzo il mio profilo Linkedin e ritrovo il mirabolante elenco di “competenze” assegnatomi mi viene un moto d’orgoglio… 😉
Mi viene da dire:”ma quante ne sò !!!

Intendiamoci, non sto parlando di competenze a casaccio: su gran parte degli argomenti associati al mio profilo posso dire di saperla lunga. Per altri, l’associazione la trovo almeno bizzarra e mi viene da pensare cosa avranno inteso associandomela, ammesso, e non concesso, che tale operazione fosse stata frutto di scelta ragionata e non casuale.

Linkedin 3Resta il fatto di una funzionalità che potrebbe essere utile ma che necessita di qualche filtro un po’ più serio per evitare distribuzioni di competenze elargite un po’ così…

Per adesso godiamoci questo momento da ipercompetenti: ottimo per poter sputtanare alcuni soloni (ahimè ne conosco…oh se ne conosco…purtroppo…) che amano porsi quali saccenti “tuttologi”.

Occhiolino


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La più bella del mondo…

Miura 1Ginevra, 1966…Salone dell’Automobile di cinquant’anni fa: viene presentata la Lamborghini Miura.

Non un’automobile, un capolavoro!

Un autentico gioiello che, ancora oggi, a cinquant’anni di distanza, incanta appassionati e non.Miura 2 Per lei è come se il tempo non fosse passato: unica nella sua bellezza, disegnata con linee incredibili.

Un’icona di classe, tecnologia, stile, fascino: insomma…la più bella del mondo!

Miura 9Un capolavoro tutto italiano, nato dalla genialità degli ingg. Dallara e Stanzani che concepirono l’idea di un telaio con il motore collocato centralmente ma in modo tale da contenerne l’ingombro: a questo si aggiunse l’estro di Bertone che disegnò una carrozzeria da lasciare a bocca aperta.

50 anni che non si vedono e che lasciano senza fiato per quanto sia bella, moderna, intrigante, in quel tripudio di colori, quasi sfacciati, che peraltro la caratterizzavano.

La Miura…quando le più belle auto del mondo erano TUTTE e SOLO italiane !

Giù il cappello!!!