La Scrivania Obliqua

Note e osservazioni semiserie dal mondo d'oggi


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Al Salone di Ginevra…50 anni fa

Era il 12 Marzo 1969; sono passati 50 anni, ma il mito resta ancora vivo!
La Porsche presentò al Salone di Ginevra, quella che per il motorismo può essere definita l’arma definitiva per il successo: la Porsche 917.1969 12 Marzo

Un’autentico prodigio di meccanica che provo a spiegare anche per i non avvezzi alla passione motoristica.

Cominciamo dal telaio: immaginate una macchina capace di velocità di punta di 370 km/h sorretta da un telaio tubolare leggerissimo; solo 42 kg! 917-frame

Leggerissimo ma sicuro, perché pensato in modo tale da poterne controllare la propria integrità semplicemente soffiandoci dentro aria compressa. Nessuna perdita equivaleva a struttura integra, nella sua incredibile leggerezza.

Il motore: una belva a 12 cilindri (prima 4500 cc e poi cresciuta a 5000 cc) ma boxer, ovvero contrapposti come da tradizione Porsche. Ma soprattutto raffreddato ad aria, potendo quindi fare a meno di tutto il necessario (radiatori, pompe, tubazioni) per il tipico raffreddamento ad acqua. A raffreddare il teutonico motorone ci pensava un’immensa ventola posta all’interno delle bancate dei cilindri: la potete identificare nella foto. Una sventola di ventola!1969 motore

E poi una carrozzeria pure leggerissima, tutta in fibra di vetro, per contribuire ad una efficienza aerodinamica che ci volle, invero, non poco a sistemare.

La macchina era talmente leggera e potente che risultava indomabile e, letteralmente, terrorizzava i piloti. In piena velocità il muso tendeva ad alzarsi e…tenerla in strada non era cosa da poco.

Ma, prove dopo prove, anche l’aerodinamica venne sistemata anche se in modo quasi rocambolesco se non romantico.

Era ormai il mese di Settembre 1969 e il team Porsche era a Zeltweg per dei collaudi. Il pilota (mi pare fosse Brian Redman) continuava ad entrare ed uscire dai box lamentando una tenuta di strada prossima al suicidio.

A un certo punto un ingegnere della Porsche, coadiuvato dal fantastico meccanico Ermanno Cuoghi, fece ritagliare un pezzo di lamiera e lo fece inchiodare, con una rivettatrice, sulla coda della macchina per creare uno spoiler molto grezzo.

Il pilota uscì e girò, girò, girò, sempre più forte, inanellando tempi sempre migliori. Alla fine rientrò ai box e disse:”adesso è davvero una macchina da corsa!“.

E non ce ne fu per nessuno, dominando le gare del 1970 e quelle del 1971. Si dovette cambiare il regolamento per tarparle le ali.

Ma il mito resta! Buon Compleanno Porsche 917 !!!1969 Aprile

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Abusivo o Illegale ?

La penosa cronaca politica italiana ci ha recentemente ammorbato con la faccenda del condono “grullino” realizzato ad hoc per Ischia, territorio dove Giggino Minus Habens raccoglie gran parte dei suoi voti.

Più di recente abbiamo assistito al media-show della Raggi, altra stella nel firmamento degli allocchi, che, con ben 600 (seicento…come i lancieri di Balaclava) vigili, ha dato inizio all’abbattimento del fortino kitch degli zingari, delinquenti, Casamonica.

Insomma di abusivismo se ne è parlato parecchio ultimamente; ma il fenomeno è ahimè arcinoto; diffuso peggio di una metastasi per quanto radicato nel Sud Italia.abusivo 2

Radicato nei fatti ma, peggio ancora, nella mentalità di troppi e di questo voglio appunto raccontarvi riprendendo un fatto accadutomi l’estate scorsa.

Spiaggetta di una bella Cala minorchina; me ne sto spaparanzato al sole quando arriva un gruppetto di “italioti”, leggasi chiassosi e fastidiosi bagnanti dall’accento conterraneo del Giggino Minus. Fortunatamente si dimostrano meno rumorosi di quanto potenzialmente capaci e diciamo che si collocano nel contesto in modo più che urbano.

Avendoli però molto nei pressi riesco a sentirne bene i dialoghi e, a un certo punto, qualcosa attira la mia attenzione.

Premetto che anni e anni di costanti peregrinazioni solitarie, causa lavoro, mi hanno portato ad affinare una discreta tecnica nel carpire le conversazioni altrui; non potete immaginare quanto materiale bizzarro sono riuscito a cogliere, tra aerei, ristoranti, aeroporti.

Nel caso specifico, colgo un fitto dialogo fra i due che sembrano essere i capo famiglia; uno racconta all’altro di una serie di grane che “nu fetente” del proprio Comune ha mosso circa la sua abitazione o lavori da lui fatti.

L’altro sbotta e gli chiede:”ma allora era illegale?”.

Risposta perentoria:”NO! Non era illegale, era solo abusivo!“.

L’altro:”Ah…ma se è solo abusivo, allora “chillo” che vuole? Non tiene ragioni!!!”

abusivo 4Non era illegale! Era solo abusivo!

 

GigginoSi spiega, allora, come uno pseudo paladino della Legalità come Giggino 5Stellette abbia predisposto un bel condono per Ischia: quelle case mica sono illegali! Sono solo abusive!!!emoticon incazzato

 


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Grazie Ragazze !!! …(con un po’ di “sliding doors”…)

Yokohama Arena; siamo al tie-break fra Italia e Serbia nella finale del Mondiale Volleyball femminile. 13-12 per la Serbia e al servizio l’Italia con Egonu; battuta potentissima; la ricezione serba si alza troppo lunga verso la parte italiana del campo. Miriam Sylla, appostata a rete, schiaccia una bomba in faccia alle serbe. 13 pari!!! e resta il servizio a Paola Egonu che tira una cannonata; servizio vincente! 13-14 per l’Italia e primo Match Point. Egonu ancora al servizio; ma stavolta, forse per un po’ di paura, il colpo non è della solita potenza. Le serbe rispondono bene; la palleggiatrice alza una palla perfetta per la Boskovic, che da posto 2, schiaccia un bolide, lei mancina, in diagonale a sinistra…ma…
Ma Anna Danesi pronta a muro distende verso il cielo braccia e mani oltre la rete e stampa una murata da paura direttamente addosso alla stessa Boskovic.

13-15, l’Italia vince ed è Campione del mondo!!!Volley 3

Purtroppo non è finita così, ma le fantastiche ragazze di Davide Mazzanti avrebbero strameritato finisse in questo modo. Ci hanno fatto sognare e ci hanno regalato momenti bellissimi. A loro non possiamo fare altro che dire GRAZIE, confermando che la loro medaglia d’argento è in realtà un oro assoluto per le emozioni che ci hanno fatto vivere.Volley 2

GRAZIE !!!

  • Grazie Ragazze per la vostra capacità di non mollare mai e il vostro incredibile affiatamento;
  • Grazie per i sorrisi con i quali scendevate in campo e festeggiavate ogni punto;
  • Grazie alle ragazze della panchina che non hanno mai smesso un attimo di incitarvi e sostenervi, dimostrandosi peraltro bravissime ogni volta che veniva coinvolte per qualche cambio;
  • Grazie, appunto per quanto detto prima, di aver dimostrato di essere una SQUADRA a tutto tondo;
  • Grazie per come ci avete emozionato cantando l’inno, tutte mano nella mano, intonate e motivate. Ci avete fatto sentire orgogliosi della bandiera, del paese, al contrario di quanto ci fanno provare i nostri politicanti da strapazzo;
  • Grazie per la vostra gioventù consapevole di impegno, dedizione, sacrificio; siete, più che mai, un esempio a chi, soprattutto oggi, reclama diritti di qualsiasi tipo in nome di un folle pensiero giacobino.

Voi siete delle autentiche stelle !!!Volley 1

Grazie


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Pensierino natalizio

Grinchmeno male che alla fine arriva, anche se con una pesantezza indicibile, questo 25 Dicembre, giorno di Natale.

Ma soprattutto la cosa veramente buona è che, come tutti gli altri giorni, in ventiquattrore si toglie dai… dalle scatole  😉

Il regalo più bello quando arrivano le cosiddette Feste? Un sistema di teletrasporto e…oplà ritrovarsi al 7 Gennaio ! smile please

 


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Un candidato Sindaco…vulcanico

Torre Sindaco 2Vulcanico, non c’è ombra di dubbio, anche perché la costruzione di un vulcano è parte dominante del suo programma elettorale; ma il signor Stefano Torre, oggi candidato sindaco a Piacenza (in passato ci provò con il suo paese, piacentino, Bettola), vulcanico non lo è proprio. Oserei definirlo un povero deficiente, mentecatto, furbo però a sufficienza per cogliere il degradato spirito dei tempi e utilizzare quindi media e socials come strumenti per farsi pubblicità.

Torre Sindaco 5Succede quindi che della sua candidatura si parli in televisione (è stato ospite di una tribuna elettorale del TG3 regionale…) piuttosto che in tante altre interviste. Sempre col cilindro in testa e una fascia tricolore a pois…Vi suggerisco quindi, se volete toccare con mano lo spessore del soggetto e del suo programma, di andare su Youtube e cercare “Torre sindaco di Piacenza” e…scoprirete il suo vaso di Pandora.

In tempi normali, in un paese normale e civile, il signor Stefano TorreTorre Sindaco 1 dalla parlantina molto legata causa una probabile dipendenza alcoolica degna di un Superciuk, troverebbe posto in qualche manicomio con probabile lobotomia da applicarsi per staccargli la spina.

Ma siamo nel mondo della farloccheria, del tanto basta solo presenziare e farsi notare: il mondo del vuoto pneumatico e dell’effimero. In questa palude di stupidità ecco che l’avere un signor Stefano Torre biascicare il suo alto programma elettorale diventa elemento di attenzione… Ahimè, ahinoi !!!

I capisaldi del suo programma, in pillole? Beh…partiamo da una chiara adesione al Trumpismo senza limitismo: d’altronde il candidato millanta una sua grande amicizia sia con The Donald che con lo Zar Putin…

Torre Sindaco 3Ne deriva che il suo programma è incentrato sul “Prima Piacenza“… uber alles !
Poi c’è il tema del vulcano che vorrebbe far costruire perforando il terreno fino a far fuoriuscire magma e creare questa colossale montagna sulla quale, parole sue, i piacentini potranno praticare il Trekking, sciare e non ultimo incenerire i rifiuti.

La sicurezza della città sarà garantita grazie al dispiegamento di truppe dell’Armata Rossa, inviate dal suo amico Zar: inoltre il Nure verrà reso navigabile e verrà creato il più grande porto fluviale europeo, esteso da Piacenza fino a Bettola…

Torre Sindaco 4Per garantire il massimo divertimento ai suoi concittadini il Viagra sarà distribuito gratis a tutti gli over55… ma, allo stesso tempo, si prenderanno drastiche misure contro vicini di territorio. Ad esempio si dichiarerà guerra alla mia amata Cremona e, minacciando addirittura di schierarvi contro dei missili balistici, sempre forniti dall’amicone russo, si prega pure l’Altissimo di maledire la mostarda

Non finisce qui: non voglio svelarvi altre chicche di questo funambolico programma…lasciandovi la sorpresa nello scoprirle tra i vari video disponibili.

Posso solo riprendere uno dei suoi slogan dove sostiene di essere il candidato ideale in quanto capace di “mandare a cagare tutti”…

Stefano Torre, candidato sindaco di Piacenza:”ma va a cagare !!! anzi… và a càghèr !!!occhiolino

P.S.: per la cronaca, dopo il risultato elettorale, il pazzo ha preso poco più di 1800 voti (1800…??? ma come si fa ?) e non è nemmeno arrivato ultimo… Comunque niente Vulcano e stiano pure tranquilli i cremonesi.
Dio benedica la mostarda !!!


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Facebook…quando sbatti contro la realtà.

Forse sarà successo anche a voi quanto sto per raccontarvi…

facebook-3Il mondo di Facebook, come tutte le realtà dei “social”, è un’entità particolare, edulcorata dalla quotidianità e inflazionata dalla superficialità.

Però può capitare che ti sbatta, all’improvviso, in faccia una realtà a te sconosciuta e, di solito, non piacevole.

Chi più, chi meno, si hanno tanti “amici” su Facebook;facebook-user in realtà, lo sappiamo (o lo dovremmo sapere…), gli amici veri sono altri e molto pochi. Bastano le dita di una mano a contarli e spesso ne avanzano…

Nel contesto FB abbiamo però l’opportunità di agganciare tante persone con le quali i contatti si erano persi nel tempo (ex compagni di scuola, ex colleghi, conoscenti vari…) piuttosto che entrare in contatto con tanti coi quali condividere una comune passione (ad esempio, nel mio caso, il Motorismo).

Ci si incontra nuovamente, piuttosto che fare una nuova conoscenza; ci si scambia qualche messaggio, si condivide qualcosa, poi, magari, per tanto tempo, non si ha più alcun tipo di contatto.

Quotidianamente Facebook, solerte gestore di queste informazioni, ti informa sui compleanni dei vari “amici”: capita quello di un mio collega della HP di tanti, tanti anni fa.

Da parecchio non avevo più avuto modo di avere contatti con lui: gli ultimi erano proprio legati a suoi commenti circa qualche mia pagina su questo Blog. Pur abitando nella stessa città non avevamo più avuto occasione di vederci: solo qualche volta, di sfuggita. Poi, qualche anno fa, proprio Facebook aveva catalizzato un modo nuovo per tornare in contatto.

facebook-user-2Mi viene allora l’idea di cogliere l’occasione per fargli gli auguri ma, vista la lunga mancanza di interazioni, decido di andare sulla sua pagina per lasciargli il mio messaggio augurale.

Quando la realtà della vita ti sbatte, pesantemente, in faccia!

Trovo una serie di messaggi inequivocabili: mi si gela il sangue e cerco di ricostruire scoprendo che era mancato oltre un anno fa.

La vita, quella vera, ti sorprende nel bene e, soprattutto, nel male: perché purtroppo la morte ne è corredo finale, epilogo triste e inevitabile che si deve solo subire.

Sono rimasto di sale, preso da una grande tristezza: aveva la mia età o, forse, un paio di anni meno. La stessa cosa mi era già capitata per un “amico” giornalista tre anni fa.

Pensi allora a quanto siamo fragili, tutti quanti: improvvisamente, ciò che trovavi noioso nel tuo quotidiano lo rivaluti importante; perché tu hai ancora il bene di vivere.

Ricordi dei momenti, rammenti quegli anni, e poi resta tanta, tanta tristezza e malinconia.

Carpe diem…! faccia_triste


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Avevo un cuore ferrarista

cuore-ferrari-0La passione per i motori l’ho ereditata da mio padre, anzi fu lui ad iniettarmela quando, ancora piccolissimo, mi comprò una macchinina a pedali che riproduceva una Ferrari.

cuore-ferrari-4

Arturo Merzario, il mio idolo

Il Cavallino Rampante divenne presto una passione, una sorte di fede cresciuta negli anni, quando poi da adolescente divoravo letteralmente Autosprint (il settimanale culto del motorismo) sapendo quasi tutto di Prototipi, Formula Uno, Due, Tre…anche le formule minori. E la Ferrari sempre in cima: magari senza amarne i piloti, esempio Lauda, mai piaciuto, ma tenendo fede al pulsante credo ferrarista.cuore-ferrari-1

Poi, purtroppo, ebbi l’occasione di conoscere Jean Todt e letteralmente buttai il mio cuore ferrarista nel cesso. Vado a raccontare il come e il perché.

Erano i  primissimi anni del nuovo millennio: ero uno dei top manager di SAP, azienda leader mondiale nel software. Tra le varie attività marketing dell’azienda c’era (c’è tuttora) una presenza in Formula Uno come sponsor della Mc Laren: quel contratto era in scadenza e, forte di indicazioni circa effettive possibilità, con uno specifico mandato provai a sondare una possibile sponsorizzazione della Ferrari Formula 1.

La cosa mosse i primi passi e maturò in modo consistente: c’erano le basi per un accordo e venne il momento di organizzare un incontro formale col vertice sportivo di Ferrari.

cuore-ferrari-3A capo di tutta l’organizzazione Ferrari Formula Uno c’era, appunto, Jean Todt e con lui venne organizzato l’incontro.

Io mi presentavo forte della volontà aziendale:si parlava allora di una “robina” di almeno 10 milioni di dollari per anno, per una durata di tre anni. Il tutto per avere un paio di adesivi 20 x 25 centimetri sulle fiancate, oltre a un altro, piccolo, sulle tute e sui caschi dei piloti.

Non solo: dalla mia avevo anche il cuore ferrarista e da appassionato ero elettrizzato nel seguire e realizzare questo progetto. Arrivai quindi a quell’appuntamento con addosso un sincero, incontenibile entusiasmo.

Ma già al primo contatto con il mio interlocutore ricevetti una doccia gelida: dalla mia avevo una proposta importante ma dall’altra parte trovai solo diffidenza condita di una spocchia gigantesca, a dispetto delle ridotte dimensioni del soggetto (uno sgraziato, nanetto grassottello). Più che un incontro sembrava un interrogatorio:”ma perché siete interessati a sponsorizzarci?”, “da quando?”, “come mai?”, “ma se eravate con la Mc Laren?”… Mancava solo un faretto sparato sulla mia faccia: l’interrogatorio era continuo e incalzante. Tutto sempre condito con una spocchia tale per cui lo gnomo calava tutto dall’alto, come fosse lui il Divino Fondatore, un Messia.

Esaurite tutte le domande, fornite tutte le risposte, ottenni un laconico e becero:”…si può fare”, sbattuto lì, sul tavolo, come misero contentino da elargire a dei pezzenti.

A quel punto, monsieur Todt, mi invitò, laddove fosse stato di mio interesse, a una visita della Racing Factory. Il poter visitare la fabbrica dove venivano progettate e costruite le Ferrari da corsa era quanto di più entusiasmante potessi mai chiedere. Lui non lo poteva capire ma per me era come portare un bambino nel magico mondo dei balocchi.

Seguii la visita incantato: ovunque guardassi tutto era per me spettacolare, incredibile.

cuore-ferrari-2A un certo punto arrivammo davanti alle sale prova motori: in una di queste il motore di una Formula Uno stava funzionando a più non posso. Domandai al mio spocchioso accompagnatore cosa stessero testando con quel motore. Lui quasi scocciato da tanta curiosità rispose, nel suo italiano francesizzato:”quel motore sta simulando la gara di Silverstone.”. Incuriosito chiesi dettagli: lui, ancor più seccato:”utilizzando la telemetria della gara stiamo replicando esattamente quanto fatto nella corsa”.

Restai un attimo a pensare e replicai:”ma, mister Todt, con tutta questa mole di dati che oggi riuscite a raccogliere, teoricamente, un domani, voi potreste far fare al miglior pilota il giro più veloce su una pista, memorizzare tutte le informazioni e replicarle poi sulla macchina addirittura sostituendo il pilota con un robot…”
Lui mi guardò di traverso borbottando:”volendo si potrebbe…”.

A questo punto di getto, spinto dal mio cuore ferrarista, sbottai:”ma così non sarebbe più sport!”.

Jean Todt si fece scuro in volto. Mi squadrò dal basso al basso (dall’alto ne era naturalmente impossibilitato) e sentenziò:”ma chi ha mai parlato di sport. Tutto questo non è sport! Questo è business, solo e soltanto business !!!“.

Restai senza parole. Mi congedai e appena imboccata l’autostrada verso Milano mi fermai subito all’area di servizio di Modena Nord per buttare nel cesso il mio cuore ferrarista.

Grazie monsieur Todt per avere distrutto con una frase anni di intensa passione e sincera fede ferrarista. jean_todtMa va bene così! Mi avete risparmiato la noia assoluta della Formula Uno attuale voluta dalla Federazione Internazionale dell’Automobile di cui siete l’augusto Presidente: non è uno sport, è solo business !!!

 

ah…se qualcuno fosse rimasto curioso sul come sia poi andata a finire la sponsorizzazione…ebbene, non se ne fece nulla. La mia valutazione, oggettiva, sull’incontro fu tiepida e quindi non spinsi più molto in tale direzione. Dall’altra parte la Mc Laren fece un tantino di molto poco signorile schiamazzo (eufemismo…). Risultato, si continuò a essere sponsor di Mc Laren anche se, da qualche parte, io conservo ancora il “rendering” della Ferrari con i loghi SAP sulle fiancate…e non era male.

Ma tanto è solo business…  occhiolino