La Scrivania Obliqua

Note e osservazioni semiserie dal mondo d'oggi


1 Commento

Agenzie di Rating, CREPATE !!!

Siamo, grazie ai cinesi (ricordarselo SEMPRE !!!), in piena pandemia di fronte a una emergenza catastrofica come danno umano, sociale ed economico.

In questa situazione le agenzie di rating continua a emettere le loro sentenze: è di oggi l’ultimo rapporto emesso dai corvi di Moody’s, ovviamente sempre volto a buttare merda addosso a chi è messo male e salvaguardare gli speculatori.

https://www.corriere.it/economia/aziende/20_marzo_26/moody-s-effetto-coronavirus-le-banche-italiane-possibili-downgrade-90ba18ee-6f52-11ea-b81d-2856ba22fce7.shtml

Sarebbe opportuno che questi delinquenti (perché nella realtà dei fatti tali sono…) di Moody’s, Standard & Poors, Fitch venissero silenziati in questa situazione emergenziale dove le vere esigenze e priorità sono due:

  1. uscire al più presto da questa peste cinese
  2. riuscire a ripristinare e rilanciare un corretto equilibrio sociale ed economico.

In tutto questo avere avvoltoi, come loro, che prevedono e segnalano i prossimi cadaveri non serve, anzi…!

A questi soggetti dovrebbe essere messa, con le buone o, meglio ancora, con le cattive (io qualche idea al proposito ce l’ho da tempo) una sordina tombale.

E non a caso ho usato l’aggettivo “tombale” !emoticon incazzato

 

 


3 commenti

Organizzazione Mondiale dell’Inutilità…

Giorni bui; giorni drammatici. Un’emergenza spaventosa che potrebbe sfociare in catastrofe, umana ed economica, soprattutto per il nostro povero Paese, ridotto con le pezze al culo e senza alcun supporto da parte dell’inutile Europa.

oms (1)Ma tra le cronache quotidiane di questa guerra il titolo di autentico campione dell’inutilità spetta all’Organizzazione Mondiale della Sanità !

Premessa: parliamo di un’organizzazione ONU e già questo basta a dirla tutta sulla assoluta nullità. Ve ne avevo già parlato a proposito di UNESCO ( https://lascrivaniaobliqua.wordpress.com/2017/12/07/patrimonio-unesco/ ).

Avrete anche voi imparato a vedere spesso in tv la faccia di questo tipo, il presidente dell’OMS.OMS

Bene: allo scoppio dell’infezione del maledetto virus, in Cina, questi hanno impiegato circa diverse settimane a definire se si trattasse di una epidemia locale o di una vasta epidemia…

Con l’allargamento drammatico dell’infezione sono passati a sfogliare il loro dizionarietto da burocrati e ora dicono che “non si tratta ancora di pandemia…” ma che “il rischio pandemia è elevato”…

Cari burocrati OMS; voi, i vostri colleghi UNESCO, UNICEF, WFP, ONU vedete un po’ di andare a dar via il culo…definitivamente !!!emoticon incazzato

P.S.: bene ha fatto Trump, nei giorni scorsi, a tagliare i fondi ai cialtroni OMS. E’ ormai palese (a chi non ha una visione cattocomunista delle cose…) la totale sudditanza OMS nei confronti della Cina; quasi una collusione, al punto che lo stesso OMS non ha per tempo lanciato un adeguato allarme per il maledetto virus cinese.


Lascia un commento

Una grande lezione di Sport

Segnatevi questa data: 2 Novembre 2019.

Oggi, lo Sport, quello con la S maiuscola, ci ha dato una grande, grandissima lezione di coraggio, determinazione, volontà, e, sopratutto, civiltà.

In Giappone, battendo nella Finale, i leoni inglesi per 32 a 12, gli Springboks, la nazionale di rugby sudafricana, si è laureata Campione del Mondo di Rugby.

Superfluo spendere parole verso il rubgy, sport, a differenza del calcio, dove gli atleti assumono ancora dimensione eroica per fatica, impegno, abnegazione e coraggio.

Uno Sport dove la nazionale rappresenta, nel profondo, un paese; è così per gli All Blacks neozelandesi ma lo è, in particolar modo, per gli Springboks, formazione diventata veramente il simbolo di unione per un paese che ancora lotta col suo difficile passato.

Chi ha visto e ha amato il film “Invictus” sa di cosa parlo; quella nazionale di rugby, interamente costituita da giocatori bianchi, salvo uno,  che, nel 1995, vincendo, per la prima volta, il campionato del mondo, in un paese ancora sanguinante per l’apartheid, dove l’integrazione nera era ancora agli inizi, dove le spaccature sociali erano voragini, riuscì a dare un grandissimo contributo pacificatore.

Oggi, vincendo per la terza volta quel titolo, quella squadra, metà bianca, metà nera, ha visto il suo capitano Siya Kolisi alzare la coppa: per la prima volta un capitano di colore alla guida di quegli Springboks dai colori verde e oro, una volta simbolo della dominante classe bianca.

Vedere la cerimonia di premiazione, ascoltare le interviste ai giocatori è stata una grandissima emozione. Tutti, proprio tutti, bianchi o neri che fossero, a ribadire quel concetto, lanciato ventiquattro anni orsono:”One Team, One Nation“!

Tutti a dire:”abbiamo vinto per il nostro Paese!

Viva gli Springboks, ONORE agli Springboks !!!


Lascia un commento

Jurassic IT, continua…

Tempo fa, ancora nel 2016, avevo già dedicato una pagina agli albori dell’Information Technology descrivendo come la tecnologia abbia compiuto salti quantici.
https://lascrivaniaobliqua.wordpress.com/2016/02/09/jurassic-it/

Fra le tante cose “giurassiche” descritte, capaci di stupire chi oggi abituato a una ipercapacità tecnologica, ne avevo, volutamente, tralasciata una, forse tra le meno note; di certo assai pittoresca: il nastro di carta perforata

Era considerato un supporto di memoria; in assoluto il più fragile e meno affidabile proprio per la sua natura cartacea. Però esisteva, quasi a rappresentare una soluzione ultimativa, un’ultima spiaggia, quasi disperata; del tipo “dopo il nastro di carta perforata…il diluvio!”.

Posso raccontarvi la mia esperienza diretta con quel bizzarro strumento. Bisogna tornare alla fine del 1979, inizio 1980. Mi stavo per laureare, e, all’Istituto di Ingegneria Elettronica, lavoravo, per la tesi, su un minicalcolatore (si chiamavano così…) Hewlett-Packard: il modello HP 21 MX.

Jurassic Nastro Laben 70

HP 21 MX

Il computer era abbastanza avanzato, non a caso dette i natali al più famoso HP 1000: aveva, come dispositivo di memoria di massa, un disco fisso, però con un unico, tremendo, difetto: talvolta le testine lo “aravano” !!!

I sintomi erano strani stridii che sentivi provenire dall’unità; fintanto che erano sporadici, nessun problema; se si arrivava alla ripetitività potevano essere dolori.

Dolori atroci laddove il disco si fosse “arato”, col risultato di perdere tutti i dati e programmi memorizzati.

Beh…si direbbe oggi…bastava fare un backup…  Eh, si, hai voglia; quello era il problema! Quel computer lavorava solo col suo disco e basta!!! Per fare un salvataggio dovevi collegarlo ad un altro computer.

Unico soggetto, a nostra disposizione, era un LABEN 70, italico calcolatore che non ebbe seguito, ma che almeno possedeva la capacità di parlare con HP 21 MX.

Peccato che l’arcano oggetto, già allora un po’ attempato, prevedesse come suo unico strumento “memoria di massa” il nastro di carta perforata.

Venne il giorno nel quale si decise di fare il backup del 21 MX e organizzammo, col mio professore e l’assistente, col quale lavoravo, il lavoro e i turni.

nastro-perforato 2Si trattava di collegare 21 MX col LABEN 70; scaricare il contenuto del disco andando a perforare il nastro di carta perforata. Ma il contenuto del disco era tanta roba; il nastro una cosina da poco, pochissimo. Quanti metri o chilometri di nastro sarebbero serviti? Quanto tempo si sarebbe impiegato, visto che il trasferimento dati era lentissimo, proprio a causa della necessaria perforazione del nastro?

Nulla di calcolabile a priori. Una cosa era certa; bisognava presidiare costantemente l’operazione per impedire qualsiasi rottura del nastro e prepararsi a fare le “giunte”, con un po’ nastro adesivo, fra una bobina di nastro e la successiva.

Un lavoro certosino; si doveva essere certi della tenuta senza esagerare con lo spessore dello scotch. Il tutto con un presidio 24/24; da qui i turni.

Alla fine ci riuscimmo impiegando più di 30 ore. Il risultato furono due enormi sacchi della spazzatura neri colmi di nastrino di carta perforata; il nostro, disperato, backup, da conservare gelosamente.  Guai se quei due sacchi fossero stati avvistati da quelli delle pulizie…

Disperato, certo; perché se fosse accaduto qualcosa avremmo dovuto ripetere l’operazione all’inverso. Leggere il nastrino perforato; passarne il contenuto dal LABEN 70 ad HP 21 MX e scrivere il disco. Un altro cinema, dove la criticità stava nel fare in modo che nulla si strappasse mentre il nastrino veniva letto, uscendo piano, piano dai sacchi neri…

Altro che aridità tecnologica; allora la tecnologia era AVVENTURA !!!

occhiolino

 

 

 

 

 

 

 


2 commenti

Drogati di social media

Guardate il video che ho allegato alla pagina: purtroppo è tutto in inglese ma risulta in ogni caso eloquente.

Uno specchio, volutamente un po’ (ma solo un po’) esagerato, dei tempi attuali e della miseria cerebrale alla quale siamo arrivati.

Una ragazza incontra il ragazzo giusto ma…orrore…questo non è su Facebook, non è attivo su alcun social media…ha un telefonino buono solo per telefonare…

Come andare a curiosare sulle sue cose? come farsi, a sua insaputa, un cestino di cavoli altrui? come condividere foto? come esplicitare la relazione sui maledetti “social” ???

Come saperne più su di lui? Parlando? Chiacchierando? Conoscendosi? ma certo che no: necessita sficcanasare nella vita virtuale. Ma se questa non c’è, come si fa???

Quando poi scopre che questo povero Cristo tiene un album di foto, foto vere…e non vagonate di inutili foto sul proprio smartphone, cosa credere? Come può essere possibile? Quale forma di perversione lo ammorba?

Si arriva alla fine a credere che se non esiste un suo profilo social allora non può esistere nemmeno lui…

Assurdità? No!  Specchio dell’assurdo al quale siamo arrivati oggi. 

Paranoie solo giovanili? Nemmeno questo! Perché di questa dipendenza da social soffrono anche gli adulti e qui entriamo veramente nel patetico…ma tanto, tanto, patetico.

faccia_triste

 


Lascia un commento

Ikea…Patafùlmen !

Ikea nomi 2Alzi la mano chi non è mai andato all’IKEA. Non posso proprio credere che esista oggi “anima crìata” (citazione alla Camilleri) che non sia incappata, in modo più o meno convinto, in una perlustrazione di tali luoghi.

L’IKEA si ama o si odia: non ci sono sfumature. Ikea nomi 3Ci si va convinti o dietro imposizioni o coercizioni varie. Si cammina, tanto, proprio tanto; si osserva, ci si entusiasma o ci si annoia, ma alla fine qualcosa si compra sempre.

Ikea nomi 4Si…ma cosa? anzi, meglio, quale articolo abbiamo comprato? E qui incappiamo in questi strani e buffissimi nomi dei prodotti IKEA. Sia chiaro, nulla è lasciato al caso. Da bravi scandinavi tutto è codificato e normato; quindi ogni denominazione segue regole precise.

Per chi fosse curioso riporto, in calce alla mia pagina, uno schemino recuperato da un giornale internazionale che aveva appunto spiegato le logiche seguite nella denominazione dei prodotti.

Una sola cosa è certa: l’unico articolo IKEA dal nome facile e quasi naturale è la libreria Billy.

Ikea nomi 5Ma a me piace invece pensare che dietro alla denominazione ci sia un nordico burlone che si inventa, di sana pianta, i nomi più bislacchi.

Se così fosse, e mi piacerebbe, chissà che un domani non ci si trovi davanti ad un grande armadio dal nome Patafùlmen, piuttosto che una cucina chiamata Sturm Stùz

Non ingabbiamo la fantasia, ma piuttosto assembliamola in modo bizzarro con le classiche brugole IKEA…occhiolino

 

  • Denominazione articoli IKEA (fonte: The Huffington Post US):

Letti, guardaroba e mobili da salone: nomi di località norvegesi

Divani, poltrone, sedie e tavoli da pranzo: nomi di località svedesi

Librerie: professioni, nomi maschili scandinavi

Scrivanie, sedie da scrivanie e sedie girevoli: nomi maschili scandinavi 

Mobili da giardino: isole scandinave

Tappeti: nomi di località danesi

Illuminazione: unità di misura, stagioni, mesi, giorni, termini nautici, nomi di località svedesi

Tessuti e tende: nomi femminili scandinavi

Prodotti per bambini: mammiferi, uccelli e parole descrittive

Accessori da cucina: pesci, funghi e parole descrittive

Scatole, decorazioni da parete, foto e cornici, orologi: espressioni slang svedesi, nomi di località svedesi

Ciotole, vasi, candele, porta-candele: nomi di località svedesi, parole descrittive, spezie, erbe, frutti e bacche


4 commenti

“Internet è marcio!”. E’ proprio vero !!!

Internet is broken” ; si può tradurre con “non funziona” o, in modo più enfatico, “Internet è marcio!”

Internet marcio 1«Un tempo pensavo che, se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi liberamente e scambiarsi idee e informazioni, il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo». Parole di Evan Williams, creatore di Twitter, uno che di Internet se ne intende, eccome (di seguito il link a un articolo del Corriere della Sera al riguardo).

http://www.corriere.it/tecnologia/17_maggio_21/confessione-fondatore-twitter-internet-non-funziona-piu-scusateci-donald-trump-0a58775a-3ddc-11e7-b817-1edf273dd83b.shtml

Condivido totalmente il suo pensiero e mi fa molto piacere che uno come lui abbia preso una posizione chiara ed eticamente corretta al proposito.

Internet, la Rete, ha disatteso le aspettative di tanti; io fra loro.

Anch’io la vedevo come una grandissima, unica, opportunità di condividere il SAPERE; come una possibile, immensa, Enciclopedia globale da arricchire ogni giorno.

Invece…non è andata così!

Abbiamo una rete infestata di Troll (il nomignolo affibbiato alle false identità generate da algoritmi appositi), fake news a valanga, ignoranza dilagante a gogo (vedasi le assolute bestiate scritte da mandrie di imbecilli sui vaccini). Internet è diventata la Summa dell’Ignoranza distribuita verso gli ignoranti e da questi condivisa; una sorta di megafono per “minus habens”. Lo ripeto e lo sottolineo: Ignoranza distribuita ad ignoranti e da questi condivisa: può far più danni di una guerra!

Ma non solo; anche una fiera di vuota e inutile vanità.selfie stick alto Un mega contenitore di narcisismo nella quale collocare miliardi di selfie nelle pose più strane, incuranti della vita vera. Un’esibizionismo amplificato, sbandierato, strombazzato nel modo più becero possibile.

webeti-3La Rete con i suoi Social…divenuti anche catalizzatori di odio da poter distribuire a palate e dovunque capiti. Nascono così gli Odiatori Seriali, pronti a gridare e insultare in qualsiasi direzione, cambiando bandiera a ogni alito di vento.

La Rete…quella sulla quale astuti manipolatori vorrebbero Internet marcio 5far basare la democrazia diretta… Certo, diretta da loro, ovviamente! La stessa rete per la quale si sono spesi fiumi di inutili parole e lodi a incensare cosiddetti “guru” (Casaleggio in primis) che nel lavoro, quello vero, quello che i posti di lavoro li crea sul serio, non sono riusciti a combinare una emerita fava.

Internet marcio 4Oppure il creare interesse e attenzione sul NULLA: un esempio? Il successo di Chiara Ferragni, chiaro indicatore di come ci si possa costruire una fama sul Nulla totale; anche qui l’ingrediente di base è l’ignoranza e l’assoluta insipienza e vuoto mentale della gente che segue tali fenomeni.

Insomma un luogo dove l’umanità ha espresso e continua, ogni giorno, ad esprimere il peggio di sé, dimostrando quanto possa essere becera e ignorante e, purtroppo, anche violenta e disumana.

Certo, perché non si può non sottolineare come Internet sia diventato anche cassa di risonanza e veicolo di propaganda del terrorismo, in particolare quello dei bastardi islamici.

Spesso si dice che l’Umanità fa schifo: Internet lo ha dimostrato!

 

 

 

 


1 Commento

Facebook…quando sbatti contro la realtà.

Forse sarà successo anche a voi quanto sto per raccontarvi…

facebook-3Il mondo di Facebook, come tutte le realtà dei “social”, è un’entità particolare, edulcorata dalla quotidianità e inflazionata dalla superficialità.

Però può capitare che ti sbatta, all’improvviso, in faccia una realtà a te sconosciuta e, di solito, non piacevole.

Chi più, chi meno, si hanno tanti “amici” su Facebook;facebook-user in realtà, lo sappiamo (o lo dovremmo sapere…), gli amici veri sono altri e molto pochi. Bastano le dita di una mano a contarli e spesso ne avanzano…

Nel contesto FB abbiamo però l’opportunità di agganciare tante persone con le quali i contatti si erano persi nel tempo (ex compagni di scuola, ex colleghi, conoscenti vari…) piuttosto che entrare in contatto con tanti coi quali condividere una comune passione (ad esempio, nel mio caso, il Motorismo).

Ci si incontra nuovamente, piuttosto che fare una nuova conoscenza; ci si scambia qualche messaggio, si condivide qualcosa, poi, magari, per tanto tempo, non si ha più alcun tipo di contatto.

Quotidianamente Facebook, solerte gestore di queste informazioni, ti informa sui compleanni dei vari “amici”: capita quello di un mio collega della HP di tanti, tanti anni fa.

Da parecchio non avevo più avuto modo di avere contatti con lui: gli ultimi erano proprio legati a suoi commenti circa qualche mia pagina su questo Blog. Pur abitando nella stessa città non avevamo più avuto occasione di vederci: solo qualche volta, di sfuggita. Poi, qualche anno fa, proprio Facebook aveva catalizzato un modo nuovo per tornare in contatto.

facebook-user-2Mi viene allora l’idea di cogliere l’occasione per fargli gli auguri ma, vista la lunga mancanza di interazioni, decido di andare sulla sua pagina per lasciargli il mio messaggio augurale.

Quando la realtà della vita ti sbatte, pesantemente, in faccia!

Trovo una serie di messaggi inequivocabili: mi si gela il sangue e cerco di ricostruire scoprendo che era mancato oltre un anno fa.

La vita, quella vera, ti sorprende nel bene e, soprattutto, nel male: perché purtroppo la morte ne è corredo finale, epilogo triste e inevitabile che si deve solo subire.

Sono rimasto di sale, preso da una grande tristezza: aveva la mia età o, forse, un paio di anni meno. La stessa cosa mi era già capitata per un “amico” giornalista tre anni fa.

Pensi allora a quanto siamo fragili, tutti quanti: improvvisamente, ciò che trovavi noioso nel tuo quotidiano lo rivaluti importante; perché tu hai ancora il bene di vivere.

Ricordi dei momenti, rammenti quegli anni, e poi resta tanta, tanta tristezza e malinconia.

Carpe diem…! faccia_triste


Lascia un commento

Halloween? proprio no!

halloween-1La globalizzazione, metastasi ormai dilagata, ha etichettato il 31 Ottobre come il giorno di Halloween. Serate a tema macabro-spettrale si organizzeranno ovunque per frullare ulteriormente quanto poco resta nella testa, anzi zucca, dei troppi celebrolatitanti che ingolfano il paese.

halloween-2Bimbiminchia, aspiranti alla celebrolatitanza, verranno spronati da relativi genitoriminchia a suonare i campanelli del vicinato per il “dolcetto / scherzetto?” di rito.

Questa farsa di Halloween la considero un’idiozia di portata cosmica: esiste forse qualcosa nella nostra cultura, nelle nostre tradizioni che avvalli tutto questo?

Nulla! Peccato che di tradizioni e cultura, ma ce lo siamo dimenticato, questo paese sia stato la culla mondiale per secoli e secoli.

Invece di rendere più minchione le generazioni in erba con “dolcetto / scherzetto?”  non sarebbe forse meglio insegnare loro, ma sul serio, quale culla di civiltà, storia, cultura, arte sia stato questo paese? Ricordare i dati di fatto eclatanti; in primis che quasi l’ottanta percento del patrimonio artistico mondiale sia ubicato fra i confini nazionali, alla facciaccia di granduer di vario tipo.

Ma purtroppo il rincoglionimento dilagante è tale che addirittura c’è chi considera la Storia dell’Arte materia non importante! Poveri allocchi !

halloween-3Invece di sprecare montagne di zucche per simulare macabri feticci utilizziamo invece questi ortaggi meravigliosi per farci delle belle vellutate di zucca, dei risotti e le tante mille prelibatezze che questa meraviglia arancione è in grado di riservarci in cucina.

 

Al bando Halloween !
Viva il trionfo culinario della zucca !

“Dolcetto o scherzetto?”…ma un calcio in culo no ? oppure distribuite caramelle purgative  😀 😀 

occhiolino

 

 

 


Lascia un commento

Giù il cappello

caprottiSe ne è andato Mr. Esselunga, Bernardo Caprotti.

Se ne è andato un uomo di cui l’Italia tutta dovrebbe essere fiera: uno di quei GRANDI imprenditori come Michele Ferrero. Gente campione del fare, capace di creare ricchezza e valore non solo per le proprie tasche ma per il paese. Campioni di discrezione e signorilità, magari dalla scorza dura ma con una visione e una coerenza incredibile.

In un paese dove millantatori e imprenditori-furfanti sono costantemente alla ribalta un personaggio come Caprotti rappresenta, purtroppo, una rarità. Ce ne dovrebbero essere tanti come lui, capaci di andare contro le burocrazie, contro le lobbies, contro gli immobilisti, senza cedere a compromessi o inciuci di varia natura.

Un esempio di cosa voglia dire “essere tutti d’un pezzo”.

Quando scompare qualcuno si suole commentare con il classico R.I.P., “requiescat in pace”: ma nel suo caso lo trovo fuori luogo. Credo che nemmeno dove sia andato possa starsene fermo con le mani in mano…anzi !

Quindi L.I.P., “laboret in pace”, Mr. Caprotti !

faccia_triste