La Scrivania Obliqua

Note e osservazioni semiserie dal mondo d'oggi


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Freddure dal…1977 (continua)

Seconda parte delle freddure da me collezionate su un taccuino nel lontano 1977 (nella pagina https://lascrivaniaobliqua.wordpress.com/2019/05/01/freddure-dal-1977/  ne trovate la genesi).

Tenetevi forte perché queste sono toste…nel senso di essere veramente raggelanti; d’altronde son freddure !  Coerenza è coerenza !

  • Narrano le cronache del XII° secolo che San Francesco, imbattutosi un giorno in un lupo inferocito, per nulla intimorito, all’animale ringhiante e pronto all’attacco domandò:”Dimmi, o lupo, nacque prima l’uovo o la gallina?”. Il lupo se ne andò via mesto e pensieroso: era infatti…il lupo di dubbio !!!Risate 3
  • Da oggi anche le spogliarelliste sono considerate lavoratrici regolari, con un relativo, specifico, contratto a fronte del quale ogni mese percepiranno uno…stripendio !    (qui ci vuole qualche secondo…   😉   )

 

  • Il noto attore Ugo Pagliai ha, l’altro giorno, ingoiato, per disattenzione, un ago. Subito ricoverato al Policlinico è stato sottoposto a un’operazione d’urgenza; i medici sono però molto scettici sull’esito dell’intervento perché, come è noto, è molto difficile…trovare un ago in un Pagliai…Risate 2

 

  • Nelle principali stazioni sciistiche, piene e affollate di gente che dell’austerity (ndr: ai tempi c’era l’austerity a far tirare la cinghia… poi è arrivata l’Europa a guida tedesca…) se ne fotte, è finalmente e dopo tanto tempo, caduta la neve. Grande gioia degli sciatori sadici perché la neve, nel cadere, si è procurata la frattura di un braccio e di due costole…

 

  • Mercenari e guerrafondai, la passione per la guerra non deve rovinarvi la vista! Per la protezione dei vostri occhi assassini usate…occhiali Ray Panz. I Ray Panz, grazie alla loro solidità, vi proteggono da qualsiasi proiettile. Le lenti Ray Panz sono uniche; diffidate dalle imitazioni! Non fate come quel generale che non volle usare le Ray Panz e rimase fregato!  Vero Moshe Dayan ???Risate 3
  • Una compagnia aerea che non teme alcun dirottamento! Elimina qualsiasi pericolo a bordo, neutralizzando ogni possibile terrorista, con la sua prerogativa fondamentale: l’odore! Volete quindi volare sicuri? Volate…Luftthanfa !!!

 

e con questo ho, quasi (rimane qualche piccolo quiz…tremendissimo…) finito di raggelarvi.

Please, don’t shot the pianist !!!

occhiolino

 

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Zia, anzi Aunt, Mary

(pagina recuperata dal mio taccuino sul periodo trascorso nel Michigan – USA)

Tutto il mondo è paese, ma ogni paese ha le sue differenze. E’ il caso della Zia Maria, in questo caso, trattandosi di Birmingham nel Michigan (USA), Aunt Mary.

Chi di voi non ha mai avuto una Zia Maria: penso tutti. Minuta o grassa, alta o piccolina che fosse la zia Maria aveva tratti peculiari rimasti nella nostra memoria. Il modo di fare, magari di cucinare, piuttosto che di chiacchierare: insomma la zia Maria si distingueva, sempre!

Stesso discorso per Aunt Mary, almeno per quella incontrata mentre ero nel parcheggio di un grande centro commerciale, appunto nei pressi di Birmingham. Stavo uscendo e appena messa in moto la macchina mi stavo accingendo a fare retromarcia.

Cautamente, perché qui è sempre meglio fare le cose con calma, molta calma: se vai di fretta diventi automaticamente sospetto e il rischio di passare qualche settimana a Guantanamo in tutina arancione seda qualsiasi velleità.

Avrò fatto meno di un metro in retromarcia ed ecco palesarsi, nell’immensità del parcheggio del centro commerciale, la zia Maria, Aunt Mary.

Piccola digressione sui parcheggi USA e sulle loro dimensioni. Nulla a che vedere con i nostri: sono grandissimi con corsie di accesso smisurate e posti macchina larghissimi dove per toccare con la portiera l’auto del vicino devi proprio parcheggiarti bastardamente a ridosso.

Lei è’ li ferma, abbarbicata al volante del suo smisurato SUV Lincoln: una specie di autoblindo.Zia Mary SUV

L’età è quella di una settantenne già, abbondantemente, in corsa per gli ottanta.

La pettinatura è perfetta, altrettanto la tinta di quel biondo cenere sobrio. Tutta perfettamente curata: si capisce che è uscita per incontrare le amiche.

Se ne sta lì, ferma, fissandomi, chiusa dentro il suo macchinone: giustamente una Lincoln ! Più macchina a stelle e strisce della Lincoln si muore: la quintessenza degli USA a quattro ruote, il marchio da sempre fornitore delle auto presidenziali, il mezzo tipico dei WASP (white anglo-saxon protestant), certamente repubblicani.

A bordo, alla guida, Aunt Mary mi fissa: sarà ad almeno quindici metri dal punto nel quale sto facendo retromarcia. Cosa credi? Aunt Mary è prudente! Mica si ferma a ridosso di una macchina che inizia a indietreggiare…

La corsia che sto impegnando è larga almeno cinque metri per cui lo spazio è più che ampio. Ma mi stupisce lo sguardo di Aunt Mary, visibilmente preoccupata della situazione da lei giudicata critica.

Nonostante io abbia già completato la manovra e mi sia già allineato lei resta sempre ferma col suo mezzo: lo sguardo fisso su quanto considerato ostacolo, ovvero io e la mia macchina. Faccio allora un gesto di cavalleria.

Resto fermo e le faccio il gesto di passare lei a fianco della mia macchina: ci saranno almeno tre metri.

Mi accenna un piccolo sorriso e con la testa fa segno di no: uno spazio troppo angusto per lei. Mi muovo allora io facendole un cenno di ringraziamento al quale risponde.

A questo punto la curiosità mi prende e decido di girare attorno un attimo per vedere Aunt Mary all’opera col parcheggio.

Esattamente come previsto. Manovra condotta con la velocità del bradipo.

Dopo di che si apre l’immensa portiera e ne scende questa minuta signora col suo bastoncino e dalla deambulazione un po’ incerta.

Magari sta andando a incontrare il gruppo delle sue amiche fermandosi da qualche parte del centro commerciale a sorseggiare un tè oppure un caffè.

Mentre riparto, mi resta l’immagine di questa zia Maria americana che se ne va bellamente in giro con la sua autoblindo da due tonnellate e mezza…e mi viene da ridere.Risate 2


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Sbellicarsi dal ridere (inizio e…continua)

Nasce una nuova pagina dove raccogliere spunti del quotidiano capaci di far sbellicare dalle risate; una pagina di tipo continuativo, visto che di minchiate il mondo è pieno e, ahinoi, ce ne dispensa a piene mani.Risate

Magari si ride per non piangere…ma prendiamola almeno per il verso comico.Risate 3

e vai con la lista, che, progressivamente, si aggiornerà:

 

28 Aprile 2019

  • la faccia di Giggino “di Meno” di fronte alle accuse di un professore che gli rinfaccia quanto non fatto, rispetto ai proclami grullini, per ridurre l’inquinamento a Taranto. Occhi bassi a roteare a vuoto in cerca di una via di fuga. Lo sguardo dello scolaretto imbecille e anche un po’ tonto che si becca la ramanzina e non vede l’ora di scappare fra le braccia della madre-setta grullina per trovare conforto e ritemprarsi nello sparare minchiate. Un poveretto! Un vero mentecatto!

 

03 Aprile 2019

  • avrei tanto voluto fosse un pesce d’Aprile ritardato ma non è così, purtroppo per noi e per questo povero paese dove come ministro dello Sviluppo Economico abbiamo un povero mentecatto. Si, lui: Giggino. Fautore degli scambi commerciali con la Cina e che “esulta” per l’esportazione via aereo di arance siciliane in Cina. Peccato sia stato smentito dagli stessi produttori che confermano il trasporto via nave perché i costi con un trasporto aereo sarebbero impossibili. Ma vi rendete conto? Arance via aereo…ma questo è proprio un decerebrato !!!

 

29 Marzo 2019

  • davanti alla tipica platea di patetici lecchini e personaggi più che improbabili, un arzillo ottantaduenne con gli occhi tirati a fessura e la dentiera da parlata “fluida” ha annunciato l’indispensabilità del suo partito (Farsa Italia, e farsa non è un refuso) nonché la sua “riridiscesa in campo”…   Quousque tandem abutere, Berlusconi, patientia nostra ?    😀    😀 URLO

 

17 Marzo 2019

  • Rubrica TG2 Motori: la bella Maria Leitner intervista il cosiddetto ministro Toninulla, l’uomo che dà corpo alla celebrolatitanza totale, e da buon grullino costui si spertica in lodi nei confronti dell’auto elettrica. Peccato affermi poi di aver comperato alla moglie un SUV Diesel, peraltro rientrante nella categoria di auto a emissioni superiori alla soglia posta proprio dai grullini. Toninulla, il vuoto pneumatico fra due orecchie.   😀   😀   😀   😀

 

  • ancora sul Partito Defunto; sembra ce l’abbia con loro ma, in realtà, sono loro ormai diventati macchietta assoluta. Il neoeletto segretario Zingaretti (un nome, una garanzia…) ha bollato il governo come una massa di gente tutta in lite fra loro. Per la serie “da che pulpito”   😀   😀   😀   😀

 

28 Febbraio 2019

  • azz…il PD, il Partito Defunto, sta facendo di tutto per monopolizzare in questi giorni la pagina delle risate a crepapelle. Di oggi l’affermazione “…porteremo almeno un milione di persone ai gazebo per le Primarie.”  Risate 2  ma vi prego…  😀   😀   😀
  • P.S.: sostengono di averlo superato…grazie ai loro conteggi basati sullo spannometro e a lunghissime file di extracomunitari pagati alla bisogna.   😀  😀

 

26 Febbraio 2019

  • sempre restando in ambito Partito Defunto, già Democratico, Matteo Renzi (autore di uno dei più clamorosi casi di suicidio politico nella storia italiana) ci sta scassando i cabasisi con il suo libro “L’altra strada“. Il titolo è azzeccatissimo! Infatti l’altra strada è quella che chiunque ormai prende rispetto a lui. 😀 😀 😀 😀 😀

 

25 Febbraio 2019

  • il quasi defunto, causa lotte intestine, Partito Democratico ha “quasi” deciso di puntare per il suo rilancio alle Europee su…Pisapia !   😀    😀    😀

 

Risate 2


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Capetoste ?

Gli Indiani… non quelli con le piume ma quelli che avevan fame (parafrasando Renato Pozzetto)…strana gente.

Strani, molto strani a cominciare da come dicono NO, ciondolando la testa in un modo che, per il resto del globo terraqueo, sembra un assenso…

Mah…non sottolineo altre caratteristiche sennò… vado al punto riprendendo un articolo riportato dal sito di Motociclismo: il funerale del casco.

https://www.motociclismo.it/casco-causa-perdita-capelli-celebrato-funerale-71820

I Sikh non si tagliano i capelli per i loro dettami religiosi (no comment…) e quindi il casco diventa un oggetto improbabile da indossare tenendo sotto una “capa tanta”.

Il fatto che serva per la sicurezza non li turba affatto. Probabilmente quando cadono hanno qualche loro divinità, la Dea Kapatosta, che ne protegge il cranio, oppure chissà…

Io, in moto, mettevo già il casco anche quando non era obbligatorio: sempre, in qualsiasi situazione e ben allacciato.

Forse perché ho cominciato a perdere il crine fin da giovane, diventando quindi una sorta di ateo per i Sikh?  Mah…

occhiolino

 


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Eleganza e…pedalini

Il recente incontro fra il premier canadese Trudeau e quel grandissimo stronzetto di Arrogance Macron ha evidenziato qualche dettaglio molto particolare (vedere la foto).Pedalini 1

Se da un lato Trudeau confermava, una volta di più, la sua eccentricità nella scelta dei pedalini, dall’altro Arrogance Macron esibiva uno stinchetto più che bianchiccio…Pedalini 2

Questo mi ha fatto tornare in mente quanto avevo scritto tanto tempo fa e avevo poi inserito in uno specifico capitolo (“Eleganza e sue accezioni“) nel mio libro “”: mi soffermavo sul confronto fra l’eleganza del manager italiano verso la platea internazionale. In questo, un passaggio specifico circa i pedalini mi ha oggi ricordato quanto le mie osservazioni fossero ben centrate e ancora attuali.

Riprendo quindi e allego quello specifico passaggio. occhiolino

(tratto da “La scrivania obliqua”, capitolo “Eleganza e sue accezioni”)

 …Continuando a scorrere questa mia analisi sull’eleganza nel business, ritrovo un ulteriore motivo di successo del manager italiano nei confronti della popolazione media di manager internazionali: i pedalini! Un oggetto quasi non evidente nel look del tipico manager nostrano. Il pedalino si ritrova nella sua versione lunga e coprente. Nessun problema segnalato, né da evidenziare. Invece, quando il nostro interlocutore proviene da un altro paese europeo ecco che il pedalino lascia il posto…allo stinco.

L’inelegante propensione mitteleuropea al pedalino basso, o corto che dir si voglia, genera una ridicola parata di stinchi in libertà non appena il nostro “arbiter elegantiarum” si siede di fronte a noi,

A questo si aggiungano colorazioni troppo spesso improbabili e bizzarre. Ho avuto modo di vedere di tutto: dai colori vivaci a tutte le gamme possibili di grigi spenti, per non parlare poi del bianco che in questo caso, come vorrebbe la tradizione giapponese, è da considerarsi come una forma di lutto; per il buon gusto, appunto!

Oltre alle assurde colorazioni, ci si mettono anche i motivi decorativi. Come non ricordare un collega svizzero-tedesco con le calze con Mickey Mouse? Erano peraltro intonate alla cravatta, anche quella con lo stesso soggetto. Il fatto è che sfoggiò tale look durante un incontro di lavoro importante…

Tornando allo stinco, consideriamo poi cosa accade quando la platea non è solo quella del dialogo tra pochi ma una ben più importante, addirittura, globale.

Cito il caso dell’allora CEO della mia azienda quando partecipò ad un importante programma televisivo organizzato da CNN.

Ovviamente l’informazione era circolata e quindi all’ora stabilita ecco gran parte del management dell’azienda incollato davanti allo schermo televisivo per sentire il proprio capo e fare il tifo.

Lui arriva, saluta, si siede, si mette comodo, a suo agio ed accavalla le gambe. Immediatamente il pantalone, beffardo, risale sulla gamba ed, assieme ad un pedalino grigio nebbia padana, appare sulla scena anche uno stinco magro, magro che da tanti, troppi mesi, manco vedeva più il sole. La pelle assolutamente diafana, di un candore imbarazzante.

L’intervista procede ed il nostro, ancora più rilassato, modifica la sua postura ed il pantalone, perfida carogna, risale ancora di più; lo stinco a questo punto troneggia nello studio.

Nessun argomento, nessun dibattito a quel punto aveva più alcun senso; il protagonista unico ed indiscusso, l’assoluto re della scena era lui: lo stinco magro e bianchiccio.

Non sono stato il solo, in Italia, a seguire quella trasmissione ed i commenti sono stati unanimi…Colleghi, clienti, partner tutti a riferire di quell’inatteso e buffo protagonista quasi a implorare di liberarsi dalla vista di incolori ed ossuti stinchetti!


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Che ora è?

European Commission President Jean-Claude Juncker first European Commission CollegeCol roboante annuncio:”I cittadini europei (sic…) ce lo chiedono! Aboliremo il cambio tra ora solare e ora legale!“, Superciuk, alias Jean Claude Juncker, presidente (minuscolo d’obbligo…) della inutile commissione europea ci ha, recentemente, dato un’ulteriore conferma sulla consistenza di tutto l’apparato tecnoburocrate europeo.Ora Legale 1

I cittadini hanno votato! Chi? dove? quando? ah…si, un referendum online, ignoto ai più, al quale hanno partecipato poco oltre quattro milioni di persone. Insomma, non certo un plebiscito ma fra i votanti c’erano tre milioni e passa di tedeschi. Basta questo; loro sono i padroni e ogni loro desiderio è legge nell’europa germanocentrica.

Abbiamo quindi preso atto di quanta bua crei al krukko il cambio fra l’ora solare e l’ora legale. Un disagio pazzesco in grado di alterare il ritmo di rutti fra un boccale di birra e l’altro. Urgono allora decisioni immediate: ecco quindi il sempre sbronzo presidente germano-zerbino Juncker annunciare all’inclita (loro) e al volgo (noi) l’abolizione del cambio ora.

La messa al bando dovrà però essere ratificata, secondo i dettami della euroburocrazia, prima dal consiglio europeo (sempre in minuscolo…) e poi dal parlamento europeo: enti che stanno all’efficienza e utilità come la supercazzolaprematurata…per cui ne ha da passà…

Ora Legale 5Sorge però spontanea una domanda: se viene abolito il cambio fra ora solare e ora legale, quale dovrebbe essere l’ora di riferimento? Legale? Solare?

Superciuk Juncker sembra abbia, fra una sorsata e l’altra, affermato che verrà deciso dai singoli paesi… Ciùmbia !!!

Perché allora non decidere di non avere né ora solare, né ora legale ma un’ora di mezzo? Oppure optare per un’ora col quarto; insomma fare un po’ come caspita gli pare.

Forse dovremo attendere la decisione partorita dal popolo sovrano, i Krukki, e adeguarci a quella.

Che bella questa europa…inutile, limitante, castrante, arrogante, manipolata, serva…

Cosa farsene di un’Europa così? da tanti anni me lo chiedo, avendo pure le risposte (vedi anche il vecchio post https://lascrivaniaobliqua.wordpress.com/2015/07/20/cosa-farsene-di-un-europa-cosi/ ).

Ma se le risposte sono chiare non altrettanto lo sono le soluzioni, o meglio…ma ci vorrebbe molto più di un miracolo.

Intanto, scusate, sapete dirmi che ora è? Ora Legale 4


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La demagogia dell’Ibrido

Da tempo avevo deciso di cambiare la mia auto; la macchina andava come un orologio svizzero, peraltro con un gran motore e consumi ridottissimi (circa 18 Km/litro). Aveva solo una “pecca”: era un diesel Euro 5!

IbridoCerto non era ancora nella fascia dei veicoli demonizzati ma poco ci mancava e quindi, anche perché avevo voglia di novità, mi sono deciso a cambiare. Il dubbio però era se restare sul diesel, ovviamente Euro 6 o altro. Sarà per la crescente campagna di demonizzazione del diesel, sarà perché da più parti leggevo delle “cosiddette” meraviglie dell’ibrido, ho deciso di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di lanciarmi in questa avventura mista, anzi ibrida.

Premetto che sono sempre stato un guidatore stile “economy run”; uno con esperienza di piede leggero e guida capace di minimizzare i consumi. Quindi mi incuriosiva entrare in questo mondo nuovo.

Visto che detesto i SUV mi sono orientato, in ogni caso, su una berlina accattivante e dalle prestazioni potenzialmente interessanti; insomma un’auto ben diversa da un carriolone o autoblindo su quattro ruote.

Dopo aver percorso già qualche migliaio di chilometri ritengo di essere in grado di tracciare un primo bilancio relativamente a questa esperienza: il giudizio è laconico e lapidario: “per me l’auto ibrido è una CAGATA pazzesca!!!“.Ibrido 2

Ci troviamo di fronte a pura demagogia, proprio quella più bieca e becera; la tipica demagogia da intellettualoidi, più o meno radical-chic o catto-comunisti di varia natura.

Cominciamo allora a raccontare le “meraviglie” dell’ibrido

Non possiamo, anzitutto, non considerare il peso: un’auto come la mia si porta a spasso, rispetto ad analoga berlina diesel Euro 6, un bel 300 kg di batterie che poi un bel giorno dovranno pure essere smaltite, alias…sbattute da qualche parte del mondo… Insomma, inquinamento a venire…

Ibrido 3E’ un bel pachiderma da portare a spasso; ma vuoi mettere? ai semafori puoi partire in elettrico… Peccato che, visto il peso, la macchina, con la sola propulsione elettrica, si muova come una lumaca (i ciclisti ti sverniciano…) e se non vuoi essere asfaltato da chi ti segue devi schiacciare sul gas e farla accelerare veramente…ma a benzina! Forse che l’ibrido non inquina???

Vero è che, quando le batterie sono cariche, a velocità basse da città, puoi viaggiare totalmente in elettrico…si…ma solo per non oltre tre chilometri, poi si scaricano e, per ricaricarle, parte il motore termico, quindi quello a benzina, ed ecco che ti trovi a consumare modello jet da caccia. Non solo; con le batterie scariche il motore gira allegrotto solo per caricarle, anche quando sei fermo.

Il risultato è che ti puoi trovare in pieno centro, con la tua auto ibrida, quindi “ecologica”, con le batterie scariche, fermo in coda, col motore termico che frulla per caricare la batteria stessa. Inquini? certo che si!!! hai emissioni di gran lunga superiori a qualsiasi diesel Euro 6…ma sei “ibrido” e quindi “ecologico”, by definition. Palle !

Non parliamo poi delle percorrenze autostradali perché siamo al paradosso; il motore elettrico non serve ad una beata cippa, salvo fare qualche coreografia, per allocchi, per far vedere di essere di ausilio. In compenso quello benzina, che deve portare a spasso il peso dei 300 chili di batterie, consuma da portaerei.

I miei primi risultati ? Come dicevo all’inizio, avevo, con la mia precedente auto diesel, medie di almeno 18 Km/litro con un’andatura controllata ma non certo lenta.

Con questa “stranezza” il record, minimizzando le tratte autostradali, è di poco superiore ai 16, ma con una guida che definire imbarazzante è un eufemismo talmente vado piano; anzi non cammino proprio. Tenendo lo stesso stile di guida precedente il consumo si attesta attorno ai 13-14 Km/litro, alla faccia dei tratti dove si viaggia con sola propulsione elettrica.

Sarebbe ora di smettere di fare demagogia e dire le cose per come sono veramente e, signore e signori, sappiatelo: “l’ibrido è veramente una cagata pazzesca!“.emoticon incazzato