La Scrivania Obliqua

Note e osservazioni semiserie dal mondo d'oggi


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Che ora è?

European Commission President Jean-Claude Juncker first European Commission CollegeCol roboante annuncio:”I cittadini europei (sic…) ce lo chiedono! Aboliremo il cambio tra ora solare e ora legale!“, Superciuk, alias Jean Claude Juncker, presidente (minuscolo d’obbligo…) della inutile commissione europea ci ha, recentemente, dato un’ulteriore conferma sulla consistenza di tutto l’apparato tecnoburocrate europeo.Ora Legale 1

I cittadini hanno votato! Chi? dove? quando? ah…si, un referendum online, ignoto ai più, al quale hanno partecipato poco oltre quattro milioni di persone. Insomma, non certo un plebiscito ma fra i votanti c’erano tre milioni e passa di tedeschi. Basta questo; loro sono i padroni e ogni loro desiderio è legge nell’europa germanocentrica.

Abbiamo quindi preso atto di quanta bua crei al krukko il cambio fra l’ora solare e l’ora legale. Un disagio pazzesco in grado di alterare il ritmo di rutti fra un boccale di birra e l’altro. Urgono allora decisioni immediate: ecco quindi il sempre sbronzo presidente germano-zerbino Juncker annunciare all’inclita (loro) e al volgo (noi) l’abolizione del cambio ora.

La messa al bando dovrà però essere ratificata, secondo i dettami della euroburocrazia, prima dal consiglio europeo (sempre in minuscolo…) e poi dal parlamento europeo: enti che stanno all’efficienza e utilità come la supercazzolaprematurata…per cui ne ha da passà…

Ora Legale 5Sorge però spontanea una domanda: se viene abolito il cambio fra ora solare e ora legale, quale dovrebbe essere l’ora di riferimento? Legale? Solare?

Superciuk Juncker sembra abbia, fra una sorsata e l’altra, affermato che verrà deciso dai singoli paesi… Ciùmbia !!!

Perché allora non decidere di non avere né ora solare, né ora legale ma un’ora di mezzo? Oppure optare per un’ora col quarto; insomma fare un po’ come caspita gli pare.

Forse dovremo attendere la decisione partorita dal popolo sovrano, i Krukki, e adeguarci a quella.

Che bella questa europa…inutile, limitante, castrante, arrogante, manipolata, serva…

Cosa farsene di un’Europa così? da tanti anni me lo chiedo, avendo pure le risposte (vedi anche il vecchio post https://lascrivaniaobliqua.wordpress.com/2015/07/20/cosa-farsene-di-un-europa-cosi/ ).

Ma se le risposte sono chiare non altrettanto lo sono le soluzioni, o meglio…ma ci vorrebbe molto più di un miracolo.

Intanto, scusate, sapete dirmi che ora è? Ora Legale 4

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La demagogia dell’Ibrido

Da tempo avevo deciso di cambiare la mia auto; la macchina andava come un orologio svizzero, peraltro con un gran motore e consumi ridottissimi (circa 18 Km/litro). Aveva solo una “pecca”: era un diesel Euro 5!

IbridoCerto non era ancora nella fascia dei veicoli demonizzati ma poco ci mancava e quindi, anche perché avevo voglia di novità, mi sono deciso a cambiare. Il dubbio però era se restare sul diesel, ovviamente Euro 6 o altro. Sarà per la crescente campagna di demonizzazione del diesel, sarà perché da più parti leggevo delle “cosiddette” meraviglie dell’ibrido, ho deciso di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di lanciarmi in questa avventura mista, anzi ibrida.

Premetto che sono sempre stato un guidatore stile “economy run”; uno con esperienza di piede leggero e guida capace di minimizzare i consumi. Quindi mi incuriosiva entrare in questo mondo nuovo.

Visto che detesto i SUV mi sono orientato, in ogni caso, su una berlina accattivante e dalle prestazioni potenzialmente interessanti; insomma un’auto ben diversa da un carriolone o autoblindo su quattro ruote.

Dopo aver percorso già qualche migliaio di chilometri ritengo di essere in grado di tracciare un primo bilancio relativamente a questa esperienza: il giudizio è laconico e lapidario: “per me l’auto ibrido è una CAGATA pazzesca!!!“.Ibrido 2

Ci troviamo di fronte a pura demagogia, proprio quella più bieca e becera; la tipica demagogia da intellettualoidi, più o meno radical-chic o catto-comunisti di varia natura.

Cominciamo allora a raccontare le “meraviglie” dell’ibrido

Non possiamo, anzitutto, non considerare il peso: un’auto come la mia si porta a spasso, rispetto ad analoga berlina diesel Euro 6, un bel 300 kg di batterie che poi un bel giorno dovranno pure essere smaltite, alias…sbattute da qualche parte del mondo… Insomma, inquinamento a venire…

Ibrido 3E’ un bel pachiderma da portare a spasso; ma vuoi mettere? ai semafori puoi partire in elettrico… Peccato che, visto il peso, la macchina, con la sola propulsione elettrica, si muova come una lumaca e se non vuoi essere asfaltato da chi ti segue devi schiacciare sul gas e farla accelerare veramente…ma a benzina! Forse che l’ibrido non inquina???

Vero è che quando le batterie sono cariche, a velocità basse da città, puoi viaggiare totalmente in elettrico…si…ma solo per non oltre tre chilometri, poi si scaricano e, per ricaricarle, parte il motore termico, quindi quello a benzina, ed ecco che ti trovi a consumare modello jet da caccia. Non solo; con le batterie scariche il motore gira allegrotto solo per caricarle, anche quando sei fermo.

Il risultato è che ti puoi trovare in pieno centro, con la tua auto ibrida, quindi “ecologica”, con le batterie scariche, fermo in coda, col motore termico che frulla per caricare la batteria stessa. Inquini? certo che si!!! hai emissioni di gran lunga superiori a qualsiasi diesel Euro 6…ma sei “ibrido” e quindi “ecologico”, by definition. Palle !

Non parliamo poi delle percorrenze autostradali perché siamo al paradosso; il motore elettrico non serve ad una beata cippa, salvo fare qualche coreografia, per allocchi, per far vedere di essere di ausilio. In compenso quello benzina, che deve portare a spasso il peso dei 300 chili di batterie, consuma da portaerei.

I miei primi risultati ? Come dicevo all’inizio, avevo, con la mia precedente auto diesel, medie di almeno 18 Km/litro con un’andatura controllata ma non certo lenta.

Con questa “stranezza” il record, minimizzando le tratte autostradali, è di poco superiore ai 17, ma con una guida che definire imbarazzante è un eufemismo talmente vado piano; anzi non cammino proprio. Tenendo lo stesso stile di guida precedente il consumo si attesta attorno ai 14-15 Km/litro, alla faccia dei tratti dove si viaggia con sola propulsione elettrica.

Sarebbe ora di smettere di fare demagogia e dire le cose per come sono veramente e, signore e signori, sappiatelo: “l’ibrido è veramente una cagata pazzesca!“.emoticon incazzato

 

 


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la vera buona scuola può iniziare da qui !

Già in un’altra occasione avevo ripreso un articolo del prof. Ernesto Galli della Loggia; lo faccio anche questa volta perché mi trovo totalmente d’accordo col decalogo da lui indicato.

Non solo; avendo pure mia moglie insegnante, conosco molto bene lo scempio e l’assurdità della Scuola italiana, arrivata a toccare veramente il fondo dopo la demagogica e demente riforma di “buona scuola renziana”.

Il decalogo illustrato dal prof. Galli della Loggia è identificativo di come potrebbe veramente bastare poco per raddrizzare la baracca, uscendo dalle pastoie create solo per rispondere a scellerati modelli, arrugginiti eredi della sessantottina “fantasia al potere”.

 

Ecco quanto riportato nell’articolo :

https://www.corriere.it/opinioni/18_giugno_05/cattedre-piu-alte-professori-ca9fbf48-6822-11e8-b57b-459a23472be0.shtml

 


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a questo punto…

Siamo nel completo marasma. Il Titanic Italia ormai vacilla e fa acqua da tutti i lati.

un bel tacerCialtroneria, faciloneria degli uni; pochezza, inconsistenza, inadeguatezza di altri; comunque ti giri lo scenario politico è un’oscenità, tranne qualche singolo, non partito…proprio singola persona fisica !
Su tutto questo la zavorra di un debito pubblico su cui hanno marciato e mangiato per decenni e all’intorno la speculazione pilotata ad arte (già ne abbiamo avuto un chiaro esempio nel 2011).

Ma oggi il krukko di turno ci illumina e ci chiarisce le idee con la sua uscita:

https://www.corriere.it/cronache/18_maggio_29/commissario-ue-oettiger-mercati-insegneranno-all-italia-votare-giusto-d589c27a-6334-11e8-9464-44779318d83c.shtml

Herr Oettinger, ma già appellarlo con Herr è fargli onore…quindi il krukko Oettinger, ci dice chiaramente che dobbiamo votare secondo i dettami dei mercati, in poche parole secondo quanto vogliono i signori, padroni, tedeschi. Laddove non ce fossimo ancora accorti…

Verità ormai palese…!
Non che il Paese brilli per lungimiranza e acume. Troppi sono andati avanti per secoli col “Francia o Spagna…basta che se màgna!” e ancora perseverano. Altri credono agli elefanti che volano. Vero…troppi beceri e ignoranti; troppi italioti (a conferma basta pensare all’audience del Grande Fratello e della D’Urso).

Ma resta un fatto incontrovertibile di un paese con sacche di povertà crescenti, con un ceto medio spianato dalla crisi, con aziende in crisi e disoccupazione altissima, con giovani che non trovano sbocchi, con livelli di immigrazione clandestina e selvaggia fuori controllo, con aziende soffocate dalla burocrazia, dalle tasse, con infrastrutture e strade fatiscenti e che vanno a pezzi. Sono FATTI, e questi valgono per gli equilibrati e ponderati così come per i cafoni. L’Italia si è rotta!

Forse varrebbe la pena sospendere la democrazia? A cosa serve citare la Costituzione quando a comandare non è il popolo ma la UE e i mercati? basta elezioni, azzeramento della politica, governo di tecnocrati capaci e illuminati (ci sono) per cercare di rimettere in bolla il tutto e poi tornare a un’espressione democratica? ma resterebbe il fatto di continuare a essere servi dei padroni tedeschi.

Non ho risposte se non quelle romantiche e idealistiche di sognare il ritorno a una dignità di paese, con un suo orgoglio e un suo ruolo vero e consistente.

Ma non penso che il krukko Oettinger sia d’accordo…   emoticon incazzato

 

 


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Patrimonio UNESCO

Squillino le trombe, rullino i tamburi ! Sono lieto di annunciare che questo blog sta per essere definito dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità !

UNESCO 2

Forse non ancora ma visto quanto produce questa “utilissima” organizzazione non mi stupirei più di tanto. E’ di oggi la mia scoperta che questi genialoni hanno assegnato l’altisonante definizione di Patrimonio dell’Umanità all’arte dei pizzaioli napoletani…

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-12-07/l-arte-chi-fa-pizza-napoletana-e-patrimonio-culturale-dell-umanita-080952.shtml?uuid=AE9MWdOD

Nulla da eccepire sulla bontà della pizza e sulla sua tradizione ma mi pare che di questo passo un po’ tutto possa venir considerato patrimonio dell’umanità. Almeno fin quando continuerà ad esistere un’organizzazione così totalmente inutile come l’UNESCO dove un folto gruppo di parassiti se ne va in giro per il mondo cazzeggiando e distribuendo qua e la questo inflazionato titolo.UNESCO

D’altronde la totale inutilità è caratteristica comune a tutte le organizzazioni ONU: lo stesso ONU in primis, il carrozzone più inutile del mondo.

UNESCO, UNICEF, World Food Program (la vecchia FAO)…carrozzoni globali totalmente autoreferenziali, capaci di succhiare come puro costo delle loro faraoniche strutture anche oltre il 90% delle risorse che gli vengono assegnate.

occhiolinoAndando avanti di questo passo, con questa pioggia di Patrimoni Mondiali dell’Umanità, allora perché non considerare anche questo blog?


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Cesy Phantoni

In questo bailamme di continue denunce su molestie, postume, nel mondo dello spettacolo mi preme evidenziare un altro caso, di tanti anni addietro, sfuggito all’attenzione dei media.

Fantoni Cesira

Era il 1973 e il grande Francesco Guccini nel suo album “Opera buffa” denunciava il triste caso della povera Cesira Fantoni, procace ragazza di belle speranze e tante ambizioni.

Vi riporto direttamente il testo della canzone e, per chi lo volesse, anche un link all’audio.

“Si… si chiamava Fantoni Cesira, era la figlia d’ un alcolizzato 
che non aveva mai in tasca una lira e per il vino avea tutto lasciato, 
lavoro e casa, figlia e consorte, che non potendo scordar col bere, 
perchè era astemia, la sua triste sorte, si tirò un colpo nel ’53. 

Povera giovane rimasta orfana mentre suo padre si ubriacava 
trovò lavoro in una fabbrica e sul lavoro ogni tanto sognava, 
sognava panfili, pellicce ed abiti, non più la fabbrica, ville e piscine, 
la dolce vita, il bel mondo dei principi, come le dive che vedeva al cine. 

Ma quel bel sogno sarebbe rimasto soltanto un sogno mai realizzato, 
quando in paese nel giorno del santo un gran veglione fu organizzato, 
ci furon musiche, canti e allegria, danze e coriandoli, spumante e suoni, 
poi a mezzanotte una scelta giuria fece “miss tette” Cesira Fantoni. 

Le circondarono il petto e le spalle con nastri e fasce di seta scarlatte 
su cui era scritto con lettere d’oro “evviva sempre le mucche da latte”, 
le regalarono trenta garofani, un “necessaire” similoro da viaggio, 
quattro biglietti con sconto per cinema, cinque flaconi di shampoo in omaggio. 

La sera stessa a Fantoni Cesira si presentò, assai distinto, un signore. 
Disse: “Permette? Il suo viso m’ attira; voglia scusarmi, sono un produttore… 
Se lei permette, io l’ accompagno, a far del cine c’è un gran guadagno”, 
ma quella sera non certo del cine il produttore s’interessò. 

La brava giovane per far del cinema consentì a perdere la castità, 
ma non per questo si perse d’animo: le rimaneva Cinecittà! 
Lasciò il moroso, piantò il lavoro, comperò un “topless” per mostrare il seno, 
fece mandare suo padre in ricovero e arrivò a Roma con il primo treno. 

Cento anticamere fece Cesira e visitò una decina di letti, 
un onorevole che la manteneva le fece fare un romanzo a fumetti, 
ebbe da amanti tre o quattro negri, due segretari, tre cardinali, 
si spogliò nuda a fontana di Trevi e qualche sera batteva sui viali. 

La brava giovane campava bene, ma ormai sentiva il richiamo dell’arte: 
qualunque cosa lei avrebbe donato sol per avere in un film una parte. 
Se ne andò a letto con tre produttori, studiò dizione, bel canto, regia, 
mimica, scenica, recitazione e apparve nuda in un film di Golia. 

Si è sistemata Fantoni Cesira, fra letto e seno guadagna milioni: 
ha cominciato a studiar da signora e si fa chiamare Cesy Phantoni (col ph), 
si è messa stabile, ed è l’amante di un produttore molto influente, 
tre o quattro film le produrrà, e un “premio Strega” glielo scriverà. 

Lui è già sposato, ma che cosa importano queste sciocchezze se si hanno i quattrini, 
presto nel Messico si sposeranno, potranno fare tanti bambini. 
E la morale di questa storia al giorno d’oggi non è tanto strana: 
per aver soldi, la fama e la gloria bisogna essere un poco puttana!”

 

fantoni-cesiraEra il 1973 ! e oggi nel 2017 si è scoperto questo vaso di Pandora delle molestie… Ma in questi 44 anni quanti casi ci saranno stati? Magari non solo nel mondo del cinema e dello spettacolo ma anche quello della politica. Ma va??? Che forse qualcuno abbia potuto diventare pure Ministro attraverso questo percorso? Mah…

Nel “dubbio”…sorge spontaneo pensare che, pur nella totale deplorazione di tali comportamenti, oggi, forse, nella loro denuncia quotidiana ci sia tanta, ma proprio tanta, ipocrisia.

O no?          occhiolino

 

 

 

 


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Rompere tre quarti di…

Tre quartiCrisi nordcoreana; follie del ciccione pazzo; risposte isteriche dell’altro celebrolatitante dal ciuffo improponibile. Il mondo ostaggio della idiozia di due pazzi con le pettinature più impossibili del pianeta.

Ma da Cala Morell, Tre quarti 3isola di Minorca, arriva una possibile soluzione.

Due coppie di ragazzi italiani, la mattina presto, sulla sassosa spiaggia della caletta. I due ragazzi, alti e aitanti, ormai da venti e passa minuti, lavorano sul posizionamento dell’ombrellone. Si capisce (conosco la categoria, facendone parte…) che sono ingegneri: le modalità di analisi/discussione/prove sul posizionamento del grande ombrello lo evidenzia. Due precisini…insomma.

Delle due ragazze, una già da diversi minuti manifesta la sua insofferenza su questa operazione senza fine e dal risultato sempre in discussione. Loro, tetragoni, avanti…

Passano ancora diversi minuti e a un certo punto la ragazza cambia tono di voce;  con fare deciso esclama:”mi avete già rotto tre quarti di minchia !!!”

Improvvisamente l’ombrellone era a posto: i due baldi giovani, seduti ai lati delle loro belle come pacifici cagnolini. L’ordine era calato; totale, perentorio, assoluto.

Tre quarti di minchia... Una definizione chiara, precisa, misurabile di un qualcosa per la quale ogni tolleranza sta per finire; un sottile margine nel quale sistemare il tutto e rimettere in ordine.

Tre quarti 1Così si dovrebbe fare con la crisi nordcoreana! Inutile che il biondone yankee minacci ritorsioni a vanvera contro il ciccione pazzo.

Basterebbe dirgli chiaramente “Kim Jong Un, mi hai rotto tre quarti di minchia !!!” e lui capirebbe.

Mi piace pensare che questa anonima, sconosciuta, giovane ragazza italiana possa aver dato un contributo così grande per la stabilizzazione degli equilibri mondiali.

Va bene tutto….ma non rompiamo mai per più di tre quarti di minchia !!!

occhiolino