La Scrivania Obliqua

Note e osservazioni semiserie dal mondo d'oggi


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Capetoste ?

Gli Indiani… non quelli con le piume ma quelli che avevan fame (parafrasando Renato Pozzetto)…strana gente.

Strani, molto strani a cominciare da come dicono NO, ciondolando la testa in un modo che, per il resto del globo terraqueo, sembra un assenso…

Mah…non sottolineo altre caratteristiche sennò… vado al punto riprendendo un articolo riportato dal sito di Motociclismo: il funerale del casco.

https://www.motociclismo.it/casco-causa-perdita-capelli-celebrato-funerale-71820

I Sikh non si tagliano i capelli per i loro dettami religiosi (no comment…) e quindi il casco diventa un oggetto improbabile da indossare tenendo sotto una “capa tanta”.

Il fatto che serva per la sicurezza non li turba affatto. Probabilmente quando cadono hanno qualche loro divinità, la Dea Kapatosta, che ne protegge il cranio, oppure chissà…

Io, in moto, mettevo già il casco anche quando non era obbligatorio: sempre, in qualsiasi situazione e ben allacciato.

Forse perché ho cominciato a perdere il crine fin da giovane, diventando quindi una sorta di ateo per i Sikh?  Mah…

occhiolino

 

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Nu

Il titolo è esatto; non pensatemi già ebbro da anticipati baccanali di fine anno.

nu 1Nu“, lettera dell’alfabeto greco; l’equivalente della “n”. Lo spunto per questa pagina mi è venuto dalla classica inflazione di notizie sul problema dei botti di Capodanno. Ma non parlerò di botti; tanto meno dedicherò una sola riga ai celebro latitanti che li comprano e ne fanno uso.nu 3

Nu” in realtà è un lui. Una figura, quasi dimenticata, incrociato per un attimo; era un iscritto al mio stesso corso al primo anno di Ingegneria a Pavia, Anno accademico 1974-1975.

Non ne ricordo il nome, quello vero; solo la provenienza e le sembianze. Un piacentino formato armadio a due ante con una capoccia di dimensioni rilevanti, non quanto acume ma come circonferenza. 😉

Era uno di quelli che arrivavano al primo anno di Ingegneria dagli Istituti Tecnici e, allora, la dicotomia fra chi arrivava dal Liceo o dagli Istituti era forte e tangibile; di certo per il divario mostrato in Disegno Industriale, dove noi, poveri ex liceali, eravamo brutalizzati. Ma poi ci pensava l’Analisi I a livellare il tutto.   😀

L’armadio piacentino non passava inosservato durante le lezioni; non solo occupava lo spazio di due ma aveva anche l’incauto vezzo di intervenire con una certa goffaggine.

Fu così che durante una lezione di Analisi Matematica I, in un grande emiciclo, il professore, al momento di spiegare un astruso teorema se ne uscì con questa battuta: “e per indicare la nostra variabile, stavolta, non prendiamo la solita lettera alfa o delta o gamma…  Prendiamone una diversa…”nu

Il momento di attesa fu subito interrotto dalla voce del tipo che sbottò con un secco:”Nu! Chiamiamola Nu!”.

Il professore lo guardò in modo beffardo. “Nu? – rispose – Ma dai… Non capita mai; ma si; chiamiamola Nu!”.nu 1 Il tutto condito da un ghignetto sarcastico (sembrava infatti un simpaticone ma poi, quando arrivarono gli esami, capimmo quale razza di stronzo fosse), accompagnato dalla risata di tutti noi presenti. L’unico serio rimase lui che, però, a quel punto, aveva un nome: Nu!

Nu! una lettera tanto breve quanto grande e grosso lui; una contraddizione in termini.

Cosa c’entra Nu con i botti? Adesso ci arriviamo.

Lezione di Chimica. Il professore (di una cattiveria e stronzaggine rara) stava spiegando i cambiamenti di stato.  Fra questi parlò della Sublimazione, ovvero del passaggio di un composto dallo stato solido allo stato gassoso, direttamente, senza transitare dallo stato liquido. Mentre parlava, sottolineò come questo fosse una delle situazioni più difficili da riscontrarsi in natura.

Ma…la sua spiegazione venne interrotta. Nu, alzando la mano, interruppe il professore (e il prof. Cola era soggetto da non interrompere…mai!) sostenendo il contrario, ovvero che ci fossero esempi eclatanti di Sublimazione.

Il professore, sfoderando un sorrisetto di circostanza foriero di successivo massacro, lo invitò ad argomentare.

Nu, non comprendendo il guaio nel quale si era cacciato, partì a razzo dicendo:”Gli esplosivi! Gli esplosivi sublimano!”. Il prof, i cui canini si preparano a sbranare, chiese di articolare il ragionamento.

Nu, ormai condannato, proseguì:”Prendiamo, ad esempio, dei candelotti di dinamite. Sono allo stato solido. Li facciamo scoppiare e non ci sono più; sono passati allo stato gassoso, generando peraltro anche uno spostamento d’aria.”nu 4

Fatto, morto, kaputt… Il professore lo squadrò per quanto Nu fosse grande e grosso e, indicandogli la porta, lo cacciò dalla lezione. Qualche timida risatina a contorno del siparietto venne subito soffocata da un’occhiataccia del prof. pronto a mietere altre vittime.

Povero Nu. Una carriera da futuro ingegnere saltata per aria a causa della dinamite! Non fu proprio così; il ricordo di Nu si perde dietro ai suoi primi fiaschi totali con l’esame di Analisi Matematica I, dove, oltre citare bizzarre lettere greche, non andò mai. Si dice che, arrivato al settimo fallimento consecutivo a quell’esame, abbandonò il corso. Di lui si persero le tracce che restano, però, nella mia memoria ogni volta che si parla di botti.

Bravo Nu; ti sei pure meritato una pagina de “La scrivania obliqua”.

occhiolino


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Bestiario all’Eredità

Dopo aver pubblicato pagine specifiche di Bestiari scolastici e da conferenza (le trovate digitando “bestiario” nel campo di ricerca) eccone un altro di attualità televisiva: il programma “L’Eredità” che tanto spopola da anni nel preserale di RAI1.Eredità

Uno specchio dei tempi e, purtroppo, della dilagante ignoranza, sempre più diffusa anche se camuffata dall’apparire e dalla superficialità.

Ignoranza veramente bovina che, perlomeno, cerchiamo di farci andar bene ridendone, pur sapendo bene che ci sarebbe da piangerne…

Provo a riportare un po’ di chicche alle quali ho avuto, ahimè, modo di assistere. Tento anche di riprodurre quanto avvenne nel gioco, con la parola che lentamente va a comporsi e, riportata in neretto, la risposta del concorrente (tra parentesi, in corsivo, ho anche indicato la risposta esatta).

Tenetevi forte per le ultime due riportate perché…   Leggete e capirete   😉

 

  • Costruzioni militari di difesa.                    (Bastioni)
  • B…….
  • BA…..
    • BATTIGIA !!!          URLO

 

  • Si possono montare a neve                        (Chiare)
  • C…..
    • CATENE     😀 😀

 

  • Sulla testa del gallo                                     (Cresta)
  • C…..
  • C…..A
  • CR…..A
    • CRINIERA    😀 😀

 

  • Si rompe mangiando.                                  (Digiuno)
  • D……
    • DENTIERA   😀

 

  • Era soprannominato “il flagello di Dio”     (Attila)
  • A…..
    • ADAMO !!!URLO

 

  • Si attraversa per raggiungere l’Albania.    (Adriatico)
  • A……..
  • A…….O
    • ADAMELLO !URLO

 

  • Disturbano durante un volo aereo.         (Turbolenze)
  • T…….
  • T.R…..
    • TERRORISTI !!! URLO

 

  • Dove si reincontrarono, ne “I Promessi Sposi”, Renzo e Lucia?   (Lazzaretto)
  • L……
  • LA……
  • LA……T.
    • LANZAROTE   !!!URLO


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Abusivo o Illegale ?

La penosa cronaca politica italiana ci ha recentemente ammorbato con la faccenda del condono “grullino” realizzato ad hoc per Ischia, territorio dove Giggino Minus Habens raccoglie gran parte dei suoi voti.

Più di recente abbiamo assistito al media-show della Raggi, altra stella nel firmamento degli allocchi, che, con ben 600 (seicento…come i lancieri di Balaclava) vigili, ha dato inizio all’abbattimento del fortino kitch degli zingari, delinquenti, Casamonica.

Insomma di abusivismo se ne è parlato parecchio ultimamente; ma il fenomeno è ahimè arcinoto; diffuso peggio di una metastasi per quanto radicato nel Sud Italia.abusivo 2

Radicato nei fatti ma, peggio ancora, nella mentalità di troppi e di questo voglio appunto raccontarvi riprendendo un fatto accadutomi l’estate scorsa.

Spiaggetta di una bella Cala minorchina; me ne sto spaparanzato al sole quando arriva un gruppetto di “italioti”, leggasi chiassosi e fastidiosi bagnanti dall’accento conterraneo del Giggino Minus. Fortunatamente si dimostrano meno rumorosi di quanto potenzialmente capaci e diciamo che si collocano nel contesto in modo più che urbano.

Avendoli però molto nei pressi riesco a sentirne bene i dialoghi e, a un certo punto, qualcosa attira la mia attenzione.

Premetto che anni e anni di costanti peregrinazioni solitarie, causa lavoro, mi hanno portato ad affinare una discreta tecnica nel carpire le conversazioni altrui; non potete immaginare quanto materiale bizzarro sono riuscito a cogliere, tra aerei, ristoranti, aeroporti.

Nel caso specifico, colgo un fitto dialogo fra i due che sembrano essere i capo famiglia; uno racconta all’altro di una serie di grane che “nu fetente” del proprio Comune ha mosso circa la sua abitazione o lavori da lui fatti.

L’altro sbotta e gli chiede:”ma allora era illegale?”.

Risposta perentoria:”NO! Non era illegale, era solo abusivo!“.

L’altro:”Ah…ma se è solo abusivo, allora “chillo” che vuole? Non tiene ragioni!!!”

abusivo 4Non era illegale! Era solo abusivo!

 

GigginoSi spiega, allora, come uno pseudo paladino della Legalità come Giggino 5Stellette abbia predisposto un bel condono per Ischia: quelle case mica sono illegali! Sono solo abusive!!!emoticon incazzato

 


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100 anni dalla Vittoria !

4 Novembre 2018, una data importante: il Centenario della Vittoria italiana nella Grande Guerra. E nessuno ne parla, nessuno ne ha parlato, menzionando la Vittoria! Nessuno dei nostri pusillanimi politici ha proferito verbo per una data che dovrebbe, giustamente, essere ricordata e celebrata.Vittoria 1

I nostri nonni (mio nonno Enrico, artigliere, Croce al Merito di guerra) o bisnonni combatterono, soffrirono, morirono in quell’orrenda carneficina; ma seppero anche ribaltare le sorti di un conflitto che, dopo il disastro di Caporetto, vide la strenua resistenza sul Piave e infine, con le grandi battaglie dell’Ottobre 1918, la Vittoria finale.

 

 

Su questo punto immagino le argute osservazioni dei soliti catto-comunisti, sottolineando che non furono gli Italiani a vincere ma gli Austroungarici a perdere. Rispondo “Palle!“. Sostenere la difesa della linea del Piave, dopo il disastro dell’Ottobre del 1917, fu impresa non da poco e da lì pure riuscire a riprendere slancio e vigore nel contrattaccare il nemico, forse spintosi oltre i propri mezzi. Fu la Vittoria dei nostri nonni o bisnonni, dei Ragazzi del ’99, dei fanti, degli Alpini, dei Bersaglieri, degli Arditi.Vittoria 2

Di tanti che oggi, di fronte al loro sacrificio, inorridirebbero nel vedere le bassezze alle quali il Paese è arrivato con una banda di cialtroni, ignoranti e incompetenti, capace solo di reclamare farlocchi diritti (in primis il reddito di cittadinanza…) e alimentare qualsiasi fronte del NO (No-TAV, No-TAP, No Grandi Opere, No a questo, No a quello, solo NO…).

Un branco, ahimè una massa, di caproni che neanche ricordano, forse nemmeno l’hanno studiato, cosa, 100 anni fa, tanti furono in grado di compiere per il Paese, per la PATRIA!

Già la Patria…ma chi si ricorda più che ne esista una? Quasi fosse un’onta, un disonore, un’apologia di fascismo avere un sentimento nazionale e degli ideali di nazione.

Poveri fanti, alpini, bersaglieri…se avessero visto i quaquaraqua di oggi, forse avrebbero ceduto all’invasione nemica…forse…o forse tornerebbero solo per il gusto di prenderli, come meriterebbero, a sberle e calci in culo.

Vittoria 5

100 anni da Vittorio Veneto, dalla VITTORIA!  Viva l’ITALIA !!!


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Grazie Ragazze !!! …(con un po’ di “sliding doors”…)

Yokohama Arena; siamo al tie-break fra Italia e Serbia nella finale del Mondiale Volleyball femminile. 13-12 per la Serbia e al servizio l’Italia con Egonu; battuta potentissima; la ricezione serba si alza troppo lunga verso la parte italiana del campo. Miriam Sylla, appostata a rete, schiaccia una bomba in faccia alle serbe. 13 pari!!! e resta il servizio a Paola Egonu che tira una cannonata; servizio vincente! 13-14 per l’Italia e primo Match Point. Egonu ancora al servizio; ma stavolta, forse per un po’ di paura, il colpo non è della solita potenza. Le serbe rispondono bene; la palleggiatrice alza una palla perfetta per la Boskovic, che da posto 2, schiaccia un bolide, lei mancina, in diagonale a sinistra…ma…
Ma Anna Danesi pronta a muro distende verso il cielo braccia e mani oltre la rete e stampa una murata da paura direttamente addosso alla stessa Boskovic.

13-15, l’Italia vince ed è Campione del mondo!!!Volley 3

Purtroppo non è finita così, ma le fantastiche ragazze di Davide Mazzanti avrebbero strameritato finisse in questo modo. Ci hanno fatto sognare e ci hanno regalato momenti bellissimi. A loro non possiamo fare altro che dire GRAZIE, confermando che la loro medaglia d’argento è in realtà un oro assoluto per le emozioni che ci hanno fatto vivere.Volley 2

GRAZIE !!!

  • Grazie Ragazze per la vostra capacità di non mollare mai e il vostro incredibile affiatamento;
  • Grazie per i sorrisi con i quali scendevate in campo e festeggiavate ogni punto;
  • Grazie alle ragazze della panchina che non hanno mai smesso un attimo di incitarvi e sostenervi, dimostrandosi peraltro bravissime ogni volta che veniva coinvolte per qualche cambio;
  • Grazie, appunto per quanto detto prima, di aver dimostrato di essere una SQUADRA a tutto tondo;
  • Grazie per come ci avete emozionato cantando l’inno, tutte mano nella mano, intonate e motivate. Ci avete fatto sentire orgogliosi della bandiera, del paese, al contrario di quanto ci fanno provare i nostri politicanti da strapazzo;
  • Grazie per la vostra gioventù consapevole di impegno, dedizione, sacrificio; siete, più che mai, un esempio a chi, soprattutto oggi, reclama diritti di qualsiasi tipo in nome di un folle pensiero giacobino.

Voi siete delle autentiche stelle !!!Volley 1

Grazie


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Eleganza e…pedalini

Il recente incontro fra il premier canadese Trudeau e quel grandissimo stronzetto di Arrogance Macron ha evidenziato qualche dettaglio molto particolare (vedere la foto).Pedalini 1

Se da un lato Trudeau confermava, una volta di più, la sua eccentricità nella scelta dei pedalini, dall’altro Arrogance Macron esibiva uno stinchetto più che bianchiccio…Pedalini 2

Questo mi ha fatto tornare in mente quanto avevo scritto tanto tempo fa e avevo poi inserito in uno specifico capitolo (“Eleganza e sue accezioni“) nel mio libro “”: mi soffermavo sul confronto fra l’eleganza del manager italiano verso la platea internazionale. In questo, un passaggio specifico circa i pedalini mi ha oggi ricordato quanto le mie osservazioni fossero ben centrate e ancora attuali.

Riprendo quindi e allego quello specifico passaggio. occhiolino

(tratto da “La scrivania obliqua”, capitolo “Eleganza e sue accezioni”)

 …Continuando a scorrere questa mia analisi sull’eleganza nel business, ritrovo un ulteriore motivo di successo del manager italiano nei confronti della popolazione media di manager internazionali: i pedalini! Un oggetto quasi non evidente nel look del tipico manager nostrano. Il pedalino si ritrova nella sua versione lunga e coprente. Nessun problema segnalato, né da evidenziare. Invece, quando il nostro interlocutore proviene da un altro paese europeo ecco che il pedalino lascia il posto…allo stinco.

L’inelegante propensione mitteleuropea al pedalino basso, o corto che dir si voglia, genera una ridicola parata di stinchi in libertà non appena il nostro “arbiter elegantiarum” si siede di fronte a noi,

A questo si aggiungano colorazioni troppo spesso improbabili e bizzarre. Ho avuto modo di vedere di tutto: dai colori vivaci a tutte le gamme possibili di grigi spenti, per non parlare poi del bianco che in questo caso, come vorrebbe la tradizione giapponese, è da considerarsi come una forma di lutto; per il buon gusto, appunto!

Oltre alle assurde colorazioni, ci si mettono anche i motivi decorativi. Come non ricordare un collega svizzero-tedesco con le calze con Mickey Mouse? Erano peraltro intonate alla cravatta, anche quella con lo stesso soggetto. Il fatto è che sfoggiò tale look durante un incontro di lavoro importante…

Tornando allo stinco, consideriamo poi cosa accade quando la platea non è solo quella del dialogo tra pochi ma una ben più importante, addirittura, globale.

Cito il caso dell’allora CEO della mia azienda quando partecipò ad un importante programma televisivo organizzato da CNN.

Ovviamente l’informazione era circolata e quindi all’ora stabilita ecco gran parte del management dell’azienda incollato davanti allo schermo televisivo per sentire il proprio capo e fare il tifo.

Lui arriva, saluta, si siede, si mette comodo, a suo agio ed accavalla le gambe. Immediatamente il pantalone, beffardo, risale sulla gamba ed, assieme ad un pedalino grigio nebbia padana, appare sulla scena anche uno stinco magro, magro che da tanti, troppi mesi, manco vedeva più il sole. La pelle assolutamente diafana, di un candore imbarazzante.

L’intervista procede ed il nostro, ancora più rilassato, modifica la sua postura ed il pantalone, perfida carogna, risale ancora di più; lo stinco a questo punto troneggia nello studio.

Nessun argomento, nessun dibattito a quel punto aveva più alcun senso; il protagonista unico ed indiscusso, l’assoluto re della scena era lui: lo stinco magro e bianchiccio.

Non sono stato il solo, in Italia, a seguire quella trasmissione ed i commenti sono stati unanimi…Colleghi, clienti, partner tutti a riferire di quell’inatteso e buffo protagonista quasi a implorare di liberarsi dalla vista di incolori ed ossuti stinchetti!