La Scrivania Obliqua

Note e osservazioni semiserie dal mondo d'oggi

Lo Sceriffo della Valle d’Argento

1 Commento

Ricordarsi del personaggio citato nel titolo è implicita ammissione di età o, per ritrovare uno slancio di gioventù, di essere stati ragazzini verso la fine degli Anni ’60; sorvolo, pietosamente, sul computo matematico degli anni da allora ad oggi…   😉

Erano gli anni di Carosello e i Supereroi della Marvel erano sconosciuti ai più; ci si accontentava di quanto passava il convento.

C’erano personaggi dal profilo molto avventuroso e una certa qual dote di sex appeal: Mister X della Dixan, sorta di novello Diabolik del detersivo, atletico e Jaguar-munito; oppure Gringo, il pistolero della carne Montana, con il perfido Black Jack sempre preso a calci in culo e la pupa Dolly a cadergli, svenevole, ogni volta tra le braccia.

 

Mister X e Gringo giocavano in Serie A ma c’era anche qualche personaggio che si arrabattava in Serie B; tra questi il mio eroe caroselliano: lo Sceriffo della Valle d’Argento.

 

sceriffo stella negroniChiaramente ero un poco di parte, visto che il valoroso e modesto difensore della legge era il testimonial della Negroni. La parentela, il fatto, sopratutto, che fosse l’azienda dove lavorava mio padre, non ultimo l’abitare proprio nelle adiacenze di uno dei salumifici, sono stati fattori di influenza niente male.

Di conseguenza ero anche dotato del kit da “fan” del personaggio:sceriffo della-Valle-dargento la stella da sceriffo, in bachelite, e il disco a 33 giri che raccontava tutta la storia…nel caso a qualcuno non bastassero i Caroselli…

Per chi non se lo ricorda, eccovi servita, di seguito, la riproduzione del jingle e l’elettrizzante storia dell’avventuroso paladino della legge della Valle d’Argento.

La musichetta non era poi così malaccio: il clou però era il jingle de “le stelle sono tante, milioni di milioni, la stella di Negroni vuol dire qualità“. 😀

Al proposito, mi sono sempre domandato se il bravo Francesco De Gregori non l’abbia presa come spunto ne “Non c’è niente da capire”…  mah, fusse che fusse…  😉

Torniamo però a questo supereroe del salame e della mortadella provando a farne una disamina critica a oltre 50 anni di distanza. Penso sia giunto il momento di farne una retrospettiva; d’altronde siamo o non siamo in un paese fondato sulla dietrologia?

Per aiutarvi a seguire la mia analisi penso sia giunto il momento di rinfrescarvi la memoria con un paio delle “tumultuose” avventure del nostro.

Ecco quindi, alla bisogna, un paio di filmati di Carosello :

 

Accidenti…siete rimasti senza fiato? Come avete visto non si fa mai male nessuno: un difensore della legge dal profilo basso ma attento a non spargere nemmeno una stilla di sangue; nemmeno quello dei cattivi.

Veniamo all’analisi critica: i punti chiave sono i seguenti:

  1. Assenza dell’eterno femminino. La classica bonazza di turno latita né tanto meno vengono addotte testimonianze di successi mietuti dallo Sceriffo con l’altro sesso. Di sicuro l’allampanato look e l’abbigliamento non gli forniscono grande appeal. In compenso è rimarchevole la costante presenza del Vicesceriffo, soggetto goffo e ridicolo, dalla parlata non sopraffina e dalla dentatura improbabile. Cosa abbia spinto lo Sceriffo a dotarsi di cotanto scalcinato aiutante è domanda aperta: pietà? amore del brutto? parentela? Supposizioni tante ma nessuna risposta certa!
  2. Senso di insicurezza: ogni baruffa o sparatoria finisce sempre con una doppia manifestazione di non celata insicurezza. Da un lato il Vice a dire:”Sceriffo…anche questa volta è andata bene!“…una frase che chiaramente evidenzia una profonda incertezza circa il risultato dello scontro, nonché il compiacimento per una vittoria e per la salvezza, non data per scontata… Altro che Gringo o Mister X, sicuri della vittoria al 100% !!! Ma questa incertezza è pure avvallata dallo Sceriffo stesso, quando chiude sempre con:”...ringraziamo la nostra buona stella!“. Ma come? una chiara ammissione che si sia avuta una botta di culo e che solo e soltanto il magico stellone della buona sorte li possa togliere, ogni volta, dai pasticci. Alla faccia del supereroe…  😉

 

Ma alla fine continuiamo a volergli bene lo stesso! Se non altro lo Sceriffo al galoppo nella Valle d’Argento è il ricordo di un tempo passato, di quel tempo nel quale le strade della vita erano aperte, più o meno, in ogni direzione davanti a noi.

Non solo, era anche un simbolo, con la sua quasi normalità, della beata ingenuità che permeava quei tempi belli. Fate vedere un episodio dello Sceriffo della Valle d’Argento a un bambino o ragazzino di oggi e, come minimo, vi rutta in faccia…o giù di lì.  😦

E allora…sempre Viva lo Sceriffo della Valle d’Argentosceriffo 1 che cavalca a cuor contento…perché quel cuor contento era, un poco, anche il nostro.

 

 

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Autore: enrico negroni

Libero Pensatore, fuori dagli schemi, con una lunga carriera da Top Manager di successo: sempre parlando chiaro e non scendendo mai a compromessi. Carisma, visione e passione uniti a una tetragona coerenza verso l'Etica, quella con la "E" maiuscola che troppi non conoscono nemmeno più. Questo sono io... In queste pagine, nei miei libri, racconto ciò che penso partendo da quella "visione laterale" che mi consente di vedere le cose, valutarle e giudicarle in modo obiettivo. Pensiero soggettivo ma mai legato a vincoli o compromessi perché questi, da Uomo Libero qual sono, non ne ho e non ne ho mai tollerati.

One thought on “Lo Sceriffo della Valle d’Argento

  1. Che ricordi Enrico , non me ne perdevo uno e imitavo perfettamente , revolver alla mano , gli spari rotolandomi per terra in casa. Io sceriffo e mio fratello , più giovane di me il cattivo che quindi perdeva sempre . Ma niente poteva fare la stella di Negroni che anch’io avevo al petto ,contro una madre incazzata munita non di revolver ma di battipanni .
    A proposito il Negronetto era proprio buono .

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